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Facebook crolla in Borsa, la SEC indaga

Facebook perde in Borsa anche al terzo giorno di contrattazioni, ma la SEC sta indagando su scenari poco chiari appena venuti alla luce.

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La quotazione in Borsa di Facebook doveva essere, almeno nelle premesse, un successo annunciato, il passo definitivo che avrebbe portato il social network nell’Olimpo della finanza, entrando da una porta prestigiosa e di grande rilievo come quella di Wall Street. Eppure, a distanza di giorni dall’IPO, l’avventura di Facebook si sta rivelando piena di ostacoli, al punto da far parlare qualcuno di clamoroso e colossale flop.

Fin dalle prime ore di contrattazione il titolo del social network di Mark Zuckerberg ha perso infatti parecchio terreno, perdendo l’11% del proprio valore già nel secondo giorno e continuando a lasciare sul terreno altri punti percentuali il giorno dopo, arrivando a perdere il 20% del prezzo iniziale in sole tre sedute, chiudendo a 31 dollari per azione rispetto ai 45 dollari per azione toccati qualche ora dopo l’IPO.

Il crollo di Facebook a Wall Street potrebbe quindi dare l’impressione che il business in sé si sia rivelato poco interessante agli occhi degli investitori, ma in realtà trapelano dagli USA scenari poco chiari che stanno per scomodare la SEC, la quale ha annunciato un’apposita indagine per far luce sulla vicenda.

A quanto si apprende, pare che le azioni Facebook abbiano subito un taglio dell’outlook prima ancora della loro quotazione per opera delle varie Morgan Stanley, Goldman Sachs e JP Morgan, che avrebbero preso questa decisione nelle immediate ore che hanno preceduto lo sbarco nel listino NASDAQ del social network.

Il comportamento dei tre gruppi non è apparso chiaro a diversi analisti finanziari, in quanto la decisione di abbassare l’outlook è arrivata senza che fossero state diffuse delle informazioni ufficiali che facessero pensare a una perdita di valore del titolo FB. Dietro alla vicenda potrebbe esserci un avviso diffuso dai vertici di Facebook relativi ai dati della prossima trimestrale, cosa che avrebbe giustificato la richiesta di tagliare le stime sul gruppo.

Sulla vicenda non c’è però chiarezza e diversi investitori di Facebook, che hanno perso in questi giorni moltissimo denaro, attribuiscono la colpa a Morgan Stanley, che avrebbe condiviso le informazioni sui dati negativi della trimestrale con alcuni investitori istituzionali, causando in questo modo la creazione di un clima di scarsa fiducia sul titolo e facendo crollare in questo modo il valore dell’azienda.

Adesso sarà compito della Securities and Exchange Commission chiarire la vicenda, cercando di rimettere in piedi un matrimonio, quello tra Facebook e la Borsa, che si sta dimostrando parecchio tormentato già dalla luna di miele.

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