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IBM vieta l’utilizzo di Siri

IBM ha deciso di vietare ai propri dipendenti l'uso di Siri sui propri iPhone 4S, il tutto per evitare che le informazioni finiscano nelle mani sbagliate.

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IBM e Apple non hanno mai avuto un rapporto idilliaco, anzi, e dopo le tante frecciatine lanciate da Steve Jobs all’azienda concorrente nei tempi in cui era in vita, adesso è il turno di IBM, la quale ha ammesso tramite la voce del proprio CEO Jeanette Horan di non gradire Siri, l’assistente vocale di iPhone 4S.

Nello specifico, IBM ha deciso di vietare l’uso di Siri nelle proprie sedi, poiché la dirigenza si ritiene preoccupata del fatto che le ricerche vocali effettuate tramite tale tecnologia possano essere archiviate in un altro luogo e pertanto accessibili da terzi. Per tale motivo, i dipendenti IBM hanno un chiaro divieto all’uso della stessa.

Spiega il CEO che «il team IT disabilita il trasferimento pubblico di programmi come Apple iCloud; gli impiegati possono invece avvalersi della versione ospitata su server IBM chiamata MyMobileHub. IBM disabilita perfino Siri, l’assistente personale vocale, sugli iPhone degli impiegati. La società è preoccupata che le richieste vocali possano essere conservate da qualche parte». Secondo le condizioni d’uso imposte da Cupertino, infatti, durante l’utilizzo di Siri le frasi pronunciate saranno registrate e inviate ad Apple per convertirle in testo; l’azienda può inoltre archiviare diverse informazioni quali ad esempio email, contatti e altri dati che possano essere utili a migliorare le prestazioni del software e di altri prodotti e servizi proprietari.

Se pertanto l’assistente vocale è molto apprezzato dall’utenza consumer per via della propria precisione e abilità di riconoscimento delle frasi pronunciate, ovvero da quell’utenza che solitamente si preoccupa di meno circa le questioni legate alla privacy, per dipendenti spesso obbligati a non condividere informazioni riservate con terzi Siri potrebbe rivelarsi un disastro. IBM sottolinea infatti quanto sarebbe rischioso lasciare che un’altra azienda possa avere accesso alle proprie informazioni riservate, il che inquadra l’esclusione di Siri semplicemente in una ben strutturata policy per la segretezza dei segreti aziendali del gruppo.

Fonte: AppleInsider • Via: Cnn • Notizie su: