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Ubuntu OS per smartphone esce a fine anno

Durante il Computex 2012 di Taipei Canonical ha comunicato l'intenzione di rilasciare Ubuntu OS per smartphone entro i prossimi sei mesi.

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Il sistema operativo Ubuntu OS per smartphone farà il suo debutto entro la fine del 2012, o nella peggiore delle ipotesi il suo rilascio arriverà entro i primissimi mesi del 2012. Lo ha dichiarato John Barnard, responsabile marketing di Canonical, in occasione del Computex 2012 di Taipei.

Lo sviluppo di Ubuntu OS procede spedito e Canonical si dichiara concentrata sullo stesso e, di conseguenza, l’obiettivo è quello di lanciare il nuovo sistema operativo mobile nato da Linux entro i prossimi mesi. In base a quanto comunicato da Barnard, l’OS per smartphone non sarà reso disponibile per il download da parte di tutti (o almeno non inizialmente), ma sarà concesso in licenza ai produttori di smartphone interessati al progetto.

Se insomma nessuna data specifica di uscita è stata ancora diramata, quel che è certo è che il momento di Ubuntu OS su smartphone si avvicina, dunque la community di appassionati dovrà attendere solo un altro semestre circa. Il successo di questo sistema operativo è finora stato costruito esclusivamente sulle versioni desktop e server, pertanto Canonical intende chiaramente sfruttare la scia della popolarità che stanno sempre più ottenendo i dispositivi mobile quali smartphone e tablet.

Approfittando del declino di Symbian e di BlackBerry OS, Canonical potrebbe spingere per far sì che la propria soluzione mobile vada a riscontrare l’interesse dei consumatori, oggi principalmente orientato verso iOS e Android. Intanto, al Computex 2012 di Taipei, è stato mostrato Ubuntu sugli smartphone Android, che è parso riscuotere parecchi consensi nonostante le limitazioni imposte.

Ubuntu per Android si sovrappone infatti alla piattaforma di Google, consentendo all’utente di trasformare il proprio telefono celllulare in un desktop produttivo, come sostenuto da Canonical. Si sottolinea però che questa sorta di dual boot richiede la presenza di un processore che sia almeno dual core, dato che la sua esecuzione trae beneficio dalla particolare architettura delle CPU multicore ARM.

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