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ACTA andrà avanti anche con voto negativo

Karel De Gucht, commissario dell'Unione Europea responsabile dell'ACTA, annuncia che il provvedimento andrà avanti anche in caso di voto negativo.

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Piaccia o non piacca l’ACTA andrà avanti. Karel De Gucht, commissario dell’Unione Europea responsabile del trattato per la protezione del copyright che ha scatenato furenti critiche da parte dei consumatori, ha spiegato che qualunque esito avrà la votazione in Parlamento la prossima settimana, la Commissione aspetterà comunque il parere della Corte di Giustizia Europea per capire se l’ACTA sia compatibile o meno con il diritto comunitario.

«Se decidete di esprimere un voto negativo prima che la Corte Europea si pronunci, lasciate che vi dica che la Commissione intende comunque perseguire l’attuale procedura dinanzi alla Corte, in quanto abbiamo il diritto di agire in questo modo. Un voto negativo non fermerà il procedimento che coinvolgerà la Corte di Giustizia», ha spiegato De Gucht in maniera decisamente chiara aggiungendo successivamente che solo nel caso la Corte dovesse dare parere negativo saranno studiate delle modifiche al trattato.

Dal lungo discorso di De Gucht si apprende in sostanza che anche nel caso il Parlamento Europeo dovesse rifiutarsi di ratificare il procedimento, il commissario semplicemente “ignorerà” il risultato, presentandolo in una seconda occasione magari con maggiori chiarimenti sui punti che mettono in dubbio il parere degli altri parlamentari. De Gucht non accetta l’idea che l’elettorato europeo, attraverso il suo Parlamento, possa desiderare di rifiutare qualcosa che non poteva conoscere fino al termine del processo negoziale. ACTA deve passare, ACTA passerà. Su questo, il commissario non ha dubbi.

A questo punto la palla passa al Parlamento Europeo, chiamato a votare sul procedimento la prossima settimana. Ma sarà un voto sul quale non potranno che pesare i ripetuti pareri negativi giunti da varie commissioni nelle settimane passate: l’ACTA era e rimane un nervo scoperto, sul quale si combatte una battaglia che ad oggi non vede smorzate le tensioni in gioco.

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