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Apple, cauzione per fermare Samsung Galaxy Tab 10.1

Samsung Galaxy Tab 10.1 al bando negli USA: Apple dovrà però pagare un bond da 2.6 milioni di dollari per proteggere Samsung.

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La battaglia legale tra Apple e Samsung si è conclusa nelle scorse ore con la decisione del giudice Lucy Koh di imporre un blocco alle vendite del Samsung Galaxy Tab 10.1 negli Stati Uniti, perché considerato troppo simile a iPad. Apple dovrà però comunque versare una cauzione.

Apple dovrà infatti depositare un bond da 2.6 milioni di dollari, utile a proteggere Samsung nel caso in cui un successivo appello non dovesse ribaltare quanto sentenziato dal giudice della corte distrettuale degli Stati Uniti. Samsung ha però già comunicato, attraverso un suo legale, che presenterà ricorso, poiché «le richieste legali di Apple riguardano brevetti definiti in maniera troppo generica. Se si prosegue su questa strada, il progresso e l’innovazione industriale sono a rischio».

Se dunque Samsung riuscirà a convincere il giudice a reintrodurre sul mercato statunitense il Samsung Galaxy Tab 10.1, potrà tornare a guadagnare dalle vendite della tavoletta digitale, altrimenti potrà sfruttare i 2.6 milioni di dollari provenienti dalle casse di Apple per compensare le eventuali perdite economiche derivanti da questa decisione.

Il giudice Lucy Koh è stato però abbastanza chiaro:

«anche se Samsung ha il diritto di competere, non può farlo in maniera scorretta, inondando il mercato con dispositivi basati su brevetti altrui». Apple invece si è mostrata soddisfatta del provvedimento appena preso dichiarando, tramite il portavoce Kristin Hughet, che «Samsung copia, e questo è sbagliato».

Sembra concludersi così una delle cause legali di maggior rilievo nel settore ITC: da tempo Apple e Samsung si danno battaglia sul fronte brevettuale, nel tentativo di proteggere il loro business. Secondo Cupertino, il sistema operativo Android è troppo simile a iOS e le tavolette digitali che lo usano hanno troppo in comune con iPad. E, almeno secondo il giudice di San Jose, è effettivamente così. Bisognerà vedere ora se giungeranno ulteriori sviluppi con il ricorso di Samsung, dato che secondo gli osservatori di mercato il gruppo sudcoreano ha buone possibilità di far cambiare idea alla corte.