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Antitrust, Google cerca l’intesa

Google invia una proposta all'Antitrust europeo per rispondere alle preoccupazioni circa l'abuso della sua posizione dominante.

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Google ha appena inviato una proposta all’Antitrust volta a chiudere le indagini a suo carico circa le accuse di abuso della sua posizione dominante nel segmento della pubblicità online e dei motori di ricerca. Una risposta, insomma, all’ultimatum lanciato da Joaquin Almunia, il presidente dell’Autorità Europea garante per la concorrenza, preoccupato dalla posizione attuale del gruppo di Mountain View.

Chiare le dichiarazioni di Al Verney, portavoce di Google: «abbiamo fatto una proposta per affrontare le quattro materie definite dalla Commissione europea come “fonte potenziale di preoccupazione”. Continuiamo a lavorare cooperando con la Commissione europea». Questa la risposta del rappresentante di Eric Schmidt, la quale contiene delle proposte volte a far cadere le accuse e chiudere il caso.

Google sottolinea come l’indagine dell’Antitrust non rappresenti una vera e propria novità dato che indagini simili vengono svolte anche negli Stati Uniti, in Australia e in Corea del Sud. Peraltro, l’analista Greg Sterling di Opus Research spiega come tre dei quattro punti sotto inchiesta presso l’Unione Europea siano semplici da risolvere, mentre l’altro, relativo alla distribuzione dei contenuti di Google e al posizionamento improprio dei rivali nei risultati di ricerca del suo motore, sia quello considerato maggiormente complicato.

Le indagini dell’Antitrust sono iniziate nel 2010 dopo ben quattordici denunce presentate alla Commissione contro il gruppo di Mountain View per abuso di posizione dominante. Google non ha voluto diramare maggiori dettagli specifici circa il contenuto delle proposte presentate alla Commissione europea, ma il portavoce di Eric Schmidt assicura che l’azienda ha analizzato con estrema attenzione tutti i quattro punti finiti sotto l’occhio delle autorità competenti.

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