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Apple brevetta i Google Glass

Apple brevetta un sistema indossabile per la fruizione di contenuti, simile ai Google Glass. Pare non serva per contrastare Google, bensì come misura cautelativa per il futuro.

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Una recente registrazione Apple potrebbe, per ironica coincidenza, aver brevettato i Google Glass, gli occhiali per la realtà aumentata di Big G. Nella giornata di ieri, l’US Patent and Trademark Office ha concesso a Cupertino il brevetto per un singolare dispositivo indossabile, pensato per proiettare l’immagine di due pannelli LCD direttamente sulle retine dell’utilizzatore. Mountain View, di conseguenza, avrà presto un rivale?

Le probabilità che Apple lanci un prodotto concorrente ai Google Glass sono decisamente remote, considerato come non sia nello stile della Mela investire su dispositivi invasivi per l’utente. Come per molti altri brevetti della storia di Cupertino, perciò, la registrazione potrebbe servire soltanto a preservare dei precisi interessi economici, senza che venga tradotta davvero in un oggetto reale.

Il sistema di Cupertino, a quanto pare realizzato in tempi non sospetti e quindi tutto fuorché un plagio di Google, consiste in una sorta di occhiali a cui sono collegati due particolari pannelli LCD. Questi, generando l’immagine, la proiettano direttamente sugli occhi dell’utente, per un’esperienza d’uso al 100% immersiva. Di primo acchito, perciò, somigliano più ai vari ritrovati per la fruizione dei videogiochi 3D in ambiente domestico che al progetto di Big G che, pur con un minimo di invasione, si propone di essere tutto fuorché totalizzante delle attenzioni degli user. Volendo semplificare ulteriormente, l’ipotetico prodotto di Cupertino è pensato per un uno esclusivo da salotto, quello di Google è adatto anche all’attività fisica, come corse, lanci con il paracadute e chi più ne ha più ne metta.

In molti sul Web si interrogano su questo brevetto Apple, domandandosi se non si tratti di una mossa meschina per mettere i bastoni tra le ruote al rivale Google. Difficile, tuttavia, che con questa registrazione Apple possa avanzare dei diritti sul competitor, considerato come i due prodotti siano sostanzialmente diversi. La richiesta di brevetto, perciò, appare più una semplice forma cautelativa qualora il mercato decidesse di puntare non solo sulla proposta di Big G, ma anche su possibili device di terze parti. Al momento, e probabilmente anche nell’immediato futuro, gli occhiali targati Mela rimarranno solo un progetto su carta.

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