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Galaxy Nexus, aggiornamento Android 4.1.1 Jelly Bean

Galaxy Nexus è il primo smartphone a ricevere l'aggiornamento ufficiale ad Android 4.1.1 Jelly Bean.

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Galaxy Nexus riceve in via ufficiale l’aggiornamento al sistema operativo Android 4.1.1 Jelly Bean. Ad essere interessata dall’update è la versione GSM/HSPA+ dello smartphone, per la quale il pacchetto dovrebbe già essere disponibile in modalità OTA (over-the-air). Per verificarlo è sufficiente connettersi a Internet, accedere al menu “Impostazioni”, alla voce “Info sul telefono” e selezionare poi “Aggiornamento software”.

Per coloro che in questo modo non ricevono la notifica della disponibilità sarà possibile optare per l’installazione manuale della ROM, a patto però di aver sbloccato il bootloader del telefono. Si ricorda che, trattandosi di una procedura in grado di invalidare la garanzia del produttore, è consigliata esclusivamente agli utenti più esperti, mentre gli altri possono attendere qualche giorno per il rilascio ufficiale.

Come anticipato durante la presentazione al Google I/O delle scorse settimane, Android 4.1 Jelly Bean non rappresenta una major release per la piattaforma, ma non per questo è priva di importanti novità. Quella principale riguarda il cosiddetto Project Butter, ovvero una tecnologia studiata e sviluppata appositamente per incrementare le prestazioni dei dispositivi, attraverso una migliorata gestione del processore e della GPU equipaggiata.

Presenti inoltre un sistema completamente inedito per l’interazione con le notifiche, oltre alla possibilità di lasciare che widget e icone possano ridimensionarsi e riposizionarsi automaticamente in base allo spazio disponibile. Il tutto senza dimenticare Google Now, un vero e proprio assistente virtuale sempre alla ricerca delle informazioni desiderate.

Galaxy Nexus è il primo smartphone a ricevere ufficialmente l’aggiornamento in quanto realizzato direttamente da Google (in collaborazione con Samsung), mentre per tutti gli altri sarà necessario attendere qualche settimana o mese, oppure ricorrere a una delle tante ROM alternative che la community di sviluppatori indipendenti non tarderà a pubblicare.