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Adiconsum: Sky e TivùSat con lo stesso decoder

Adiconsum chiede la reciprocità tra SKY e TivùSat, parlando di simulcrypt.

Decoder unico per Sky, Rai e Mediaset

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Com’era ampiamente prevedibile, dopo la sentenza emanata ieri dal TAR del Lazio, che ha definito illegittimo il criptaggio dei canali Rai su Sky in favore di TivùSat, sono arrivate copiose le reazioni di quanti si occupano direttamente o indirettamente di televisione in Italia. Una delle reazioni dell’ultima ora è quella di Adiconsum, che ha approfittato del clamore mediatico della sentenza per sollevare nuovamente la mai sopita questione del decoder unico e dei problemi per il libero mercato derivanti dall’utilizzo di un ricevitore proprietario da parte di Sky Italia.

La posizione di Adiconsum è chiara e non è di certo inedita. L’associazione dei consumatori punta infatti sul cosiddetto “principio di reciprocità”, chiedendo quindi che il diritto per gli abbonati Sky di vedere sul proprio decoder SKY Box i tre canali generalisti Rai sia rispettato allo stesso modo in cui venga rispettato il diritto degli utenti TivùSat di poter seguire i canali a pagamento di Sky (ovviamente previo abbonamento) sullo stesso ricevitore usato per la visione di TivùSat, senza essere obbligati a installare due decoder, uno per TivùSat e l’altro per Sky, come avviene invece adesso.

Il comunicato diffuso da Adiconsum contiene le parole di Pietro Giordano, Segretario generale dell’associazione:

Il TAR ribadisce il diritto degli abbonati Sky di vedere i canali Rai sul satellite in modo integrale ma conferma anche la piena legittimità della costituzione della società Tivù con una prospettiva di garanzia dell’interesse pubblico con Tivùsat infatti occorre precisare che TivùSat, realizzata in risposta alle richieste di Adiconsum, permette di far vedere gratuitamente la RAI e gli altri canali nazionali, mentre prima bisognava pagare Sky. Correttamente la RAI usa una codifica aperta e Sky, invece, come dichiara la stessa sentenza un sistema chiuso. Nonostante la legittimità di TivùSat, per il TAR la RAI deve far vedere i propri canali anche con il decoder di Sky, utilizzando, quindi, anche la codifica NDS.

La soluzione proposta da Adiconsum è il simulcrypt, ovvero l’aggiunta di una doppia codifica a un canale affinché questo possa essere visto con diversi tipi di schede e di ricevitori. La richiesta è quindi quella di chiedere un passo indietro a News Corporation, il gruppo di Rupert Murdoch a cui fa capo Sky Italia, affinché quest’ultima affianchi la codifica Nagravision (il sistema usato dai canali criptati presenti su TivùSat) alla codifica NDS utilizzata da anni. Prosegue Giordano:

Non comprendiamo perché chi usa il decoder Sky dovrebbe avere diritto di vedere la RAI ( ma anche gli altri canali nazionali) ma quelli che utilizzano apparati TivùSat (1.500.000) non dovrebbero poter vedere i canali di Sky. Ugualmente non comprendiamo perché solo la RAI dovrebbe trasmettere con la codifica delle piattaforme commerciali che ne fanno richiesta e Sky non dovrebbe anche lei concedere tale diritto, quindi anche alla piattaforma TivùSat. In tal modo tutti coloro che vedono la televisione con la piattaforma trasmissiva satellitare sarebbero, finalmente, messi nelle condizioni di vedere con un solo apparato (con un forte risparmio dei costi e una vera libera concorrenza) tutte le piattaforme commerciali, non solo la Rai, e tutti i canali in chiaro.

La soluzione del simulcrypt potrebbe sembrare una strada valida, ma non è di certo l’unica soluzione, anche perché comporterebbe per Sky Italia un aumento dei costi dovuto al pagamento delle royalty per l’utilizzo della codifica Nagravision, una spesa che News Corporation, da sempre poco incline ad aprire l’accesso alla propria piattaforma a operatori terzi, difficilmente farà se non dietro preciso obbligo imposto dalle autorità.

Al symulcript resta tuttavia un’alternativa ancora più semplice e forse meno costosa, una soluzione che replica esattamente quanto fatto dalla stessa società di Murdoch in Germania con Sky Deutschland, la quale ha messo in commercio delle apposite CAM NDS che consentono a chiunque sia in possesso di un decoder Common Interface (come i decoder TivùSat ad esempio) di utilizzare la smartcard Sky senza l’obbligo di usare uno Sky Box, con il vantaggio, per l’emittente, di non essere costretta a inserire una doppia codifica per proteggere l’accesso ai propri canali, con notevoli risparmi in termini economici rispetto al simulcrypt. Il lato negativo di entrambe le soluzioni sarebbe tuttavia legato ai rischi causati dalla pirateria, che già in passato ha affossato molte pay TV in tutto il mondo.

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