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Digital Eye Glass, aggressione al McDonald’s

Steve Mann ha subito un aggressione in un McDonald's di Parigi, dove i dipendenti hanno cercato di strappare gli occhiali dalla sua testa.

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Tutti ormai conoscono i Project Glass, i famosi occhiali per la realtà aumentata indossati da Sergey Brin al recente Google I/O, ma forse pochi sanno che il padre del “wearable computing” è Steve Mann, un professore di Toronto che ha inventato i Digital Eye Glass, un sistema per la visione digitale progettato nel 1999. Mann ha pubblicato sul suo blog un dettagliato post con il quale descrive l’aggressione subita dai dipendenti di un McDonald’s a Parigi.

Steve Mann indossa i suoi sistemi per la visione computerizzata da oltre 34 anni. Per evitare problemi, viaggia sempre con i documenti del dispositivo e una lettera del suo medico. All’inizio di luglio si trovava, insieme alla sua famiglia, all’interno del McDonald’s situato sugli Champs Elysees a Parigi. Appena varcata la porta di ingresso, un impiegato della nota catena di fast food, ha bloccato il professore chiedendo informazioni sugli occhiali che indossava, gli EyeTap Digital Eye Glass. Dopo aver letto la documentazione, il dipendente ha permesso alla famiglia di sedersi ad un tavolo.

Mentre Mann stava consumando la sua ordinazione, un secondo dipendente lo ha aggredito cercando di strappare gli occhiali dalla sua testa. Gli Eye Glass però non possono essere staccati, in quanto sono collegati al cranio in modo permanente. Il dipendente, insieme ad altri due arrivati in seguito, dopo averle lette ha distrutto sia la documentazione del dispositivo che la lettera del medico. Mann è stato quindi spinto fuori dal locale. Probabilmente l’azienda non vuole che i clienti scattino foto del locale e dei menu.

Il sistema di visione elabora le immagini mediante la realtà aumentata, per cui quando il computer viene danneggiato queste immagini rimangono nella sua memoria. Ciò ha consentito di recuperare le immagini dei tre aggressori che sono state pubblicate sul blog. Mann ha contattato più volte McDonald’s per informarli dell’accaduto, ma senza successo. Il professore ha comunque dichiarato che non cerca di ottenere soldi né porterà in tribunale la multinazionale, ma vuole solo riparare i suoi occhiali ed eventualmente convincere la catena di fast food a sostenere la ricerca sul sistema di visione.

Fonte: EyeTap Blog • Notizie su: