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Apple vs. Samsung: Galaxy Tab 7.7 al bando in Europa

Samsung Galaxy Tab 7.7 messo al bando in tutta Europa: Apple batte il suo concorrente ottenendo dal giudice tedesco lo stop alla vendita del tablet Android.

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Apple registra una vittoria nell’ormai longevo scontro legale che vede la società di Cupertino opposta a Samsung. L’oggetto della contesa è questa volta il Samsung Galaxy Tab 7.7, tablet presentato dall’azienda sudcoreana nel settembre 2011, in occasione dell’evento IFA di Berlino. Il dispositivo è stato messo al bando in tutta Europa dal giudice della Corte Suprema di Düsseldorf, che ha ritenuto il design troppo simile a quello della linea iPad. Salvo invece il modello Galaxy Tab 10.1N, realizzato proprio per superare il blocco imposto dal tribunale alla commercializzazione del Galaxy Tab 10.1 in Germania.

La mela morsicata incassa così una nuova sentenza a suo favore, proprio nei giorni in cui Google ha chiesto di essere più tollerante verso i produttori che vogliono ispirarsi alle funzionalità e alle caratteristiche dei suoi prodotti. Le motivazioni che hanno portato alla decisione sono spiegate nel dettaglio da un comunicato stampa ufficiale. La sentenza è definitiva, dunque non sono previsti eventuali ricorsi in appello per ribaltare quanto stabilito dal giudice. Ciò nonostante, Samsung ha commentato la notizia limitandosi a ribadire l’intenzione di fare tutto il possibile per rendere il tablet disponibile anche nel vecchio continente. Apple, invece, non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito.

Ancora una volta, dunque, la Germania non sorride al colosso asiatico, fermando la diffusione di un dispositivo Android realizzato proprio con l’obiettivo di contrastare iPad nel settore tablet. Va infine ricordato che il verdetto va a scontrarsi con quello che nel Regno Unito ha visto Samsung uscire a testa alta, tanto che la giustizia britannica ha chiesto formalmente ad Apple di comunicare sul sito ufficiale e sulla stampa la propria sconfitta, sgombrando così definitivamente il campo da possibili interpretazioni errate da parte degli acquirenti.