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Agenda Digitale, approvato il testo

L'Agenda Digitale prevede un fondo per le start-up, incentivi per le famiglie disagiate e dematerializzazione nella PA.

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La Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera ha approvato ieri il testo presentato da PD, UDC e PDL sulla nuova Agenda Digitale che, finalmente, potrebbe avviare un processo di rinnovamento del Paese, attraverso lo sviluppo delle infrastrutture informatiche, la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e il finanziamento delle start-up.

Il documento intitolato “Disposizioni per lo sviluppo dei servizi elettronici e digitali” rappresenterà il punto di partenza del decreto Digitalia che verrà discusso in Aula a partire da settembre, quando dovrebbero essere nominati anche i componenti dell’Agenzia per l’Italia Digitale.

Il testo prevede l’istituzione del Fondo per l’Italia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con una dotazione di 120 milioni di euro che verrà destinato alle giovani aziende nel corso del triennio 2013-2015. Per velocizzare la costituzione delle start-up sono previste anche misure per la semplificazione delle procedure amministrative e incentivi allo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche. Per le famiglie a basso reddito, invece, verranno adottati dei provvedimenti per favorire l’accesso ad Internet e aggiornare la dotazione informatica.

Ci saranno inoltre novità per la Pubblica Amministrazione. Dopo diversi anni di discussioni, sembra finalmente arrivato il momento di eliminare la carta, grazie agli investimenti in termini di digitalizzazione e dematerializzazione. Infine, l’Agenda Digitale prevede la riduzione al 4% dell’IVA per i prodotti editoriali acquistati via Internet.

Per tradurre le parole in fatti concreti, occorre però attendere ancora due mesi. Solo a settembre, infatti, saranno scelti i membri dell’Agenzia per l’Italia Digitale e il direttore generale. Tra i candidati ci sono Stefano Parisi di Confindustria Digitale, Alfonso Fuggetta del Politecnico di Milano, l’esperto IT Stefano Quintarelli, Salvo Mizzi di Telecom, Roberto Sambuco del MISE, Alessandro Fusacchia e Mario Calderini del MIUR.

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