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Di Pietro: non ho falsificato i follower

Di Pietro chiede un incontro con Marco Camisani Calzolari e nega di aver falsificato i follower; interviene sulla vicenda anche Formigoni.

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L’on. Antonio Di Pietro è stato avvisato del coinvolgimento assieme a Grillo nel caso dei follower fasulli su Twitter. Il linguaggio, l’approccio ed il tema del discorso lasciano trasparire disponibilità e correttezza, nonché apertura all’ascolto di quanto la rete esprime, ma al tempo stesso evidenzia una scarsa comprensione effettiva della realtà dei fatti ed una sostanziale carenza di ponderazione della loro effettiva portata.

Questo il testo girato a Marco Camisani Calzolari (autore della ricerca, dalla quale lo IULM ha preso le distanze dopo aver visto il proprio nome affiancato a quello dell’autore) e proveniente dall’ufficio stampa dell’Italia dei Valori:

Gentilissimo prof.Camisani Calzolari,

ho appreso dagli organi di stampa della sua ricerca sui follower falsi e che tale infortunio sarebbe capitato anche al mio sito. La notizia mi ha lasciato perplesso perché a nessuno dei miei collaboratori ho chiesto di falsificare i follower del mio profilo.

Ciò premesso, mi farebbe piacere sapere da Lei in quale modo ciò sia potuto accadere, in quanto vorrei difendermi da questi accadimenti che minano la mia immagine e comprendere quali siano i meccanismi che possano aver generato certe storture.

Soprattutto, vorrei sapere se trattatasi di una conseguenza fisiologica oppure di una furbizia di qualcuno, nel qual caso, mi creda, mi sentirei la prima vittima. Insomma, vorrei approfondire professionalmente la questione e perciò mi piacerebbe incontrarla per discuterne di persona.

Resto in attesa e colgo l’occasione per porgerle cordiali saluti.

Quel che Di Pietro ignora è l’importanza minimale del problema (soprattutto in un periodo in cui il Parlamento è chiamato a ben altre sfide), alla scarsa sussistenza delle cifre in ballo ed al fatto che nessuno ha di fatto mosso accuse di dolo nei confronti dello stesso o di altri tenutari di account su Twitter. Senza considerare il fatto che l’infortunio non è capitato ad alcun “sito”, e che il prendere in considerazione tali simil-accuse significa regalare dignità ad una questione che un approccio “onorevole” avrebbe dovuto probabilmente portare invece ad ignorare.

Con un ennesimo rilancio, insomma, la questione dei follower fasulli continua e regala un argomento da spiaggia a chi segue le dinamiche più interne, autoreferenziali e metacomunicative del Web italiota. Ed a conferma di quanto il Web sia per la politica più un megafono che non un canale di ascolto, interviene sulla vicenda anche Roberto Formigoni con un tweet dedicato:

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