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Quanto guadagna un artista da uno streaming?

Crescono il numero di abbonati e i profitti per le etichette discografiche, ma i guadagni per gli artisti rimangono molto bassi.

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Lo streaming musicale permette alle major discografiche e alle aziende che forniscono il servizio di ottenere profitti elevati derivanti dal numero crescente di abbonamenti mensili sottoscritti dagli utenti. I guadagni, almeno per i piccoli artisti, sono però molto bassi, in quanto dipendono da quante volte un brano viene ascoltato. Josh Davison, un membro della band Parks and Gardens, ha pubblicato su Twitter i profitti ricavati da ogni stream su iTunes Match e Spotify.

La possibilità di pagare una somma fissa mensile e poter scegliere tra milioni di brani musicali è sicuramente il sogno di ogni appassionati di musica. iTunes Match di Apple e Spotify sono molto diffusi tra gli utenti, ma non sempre apprezzati dagli artisti, alcuni dei quali hanno deciso di non distribuire i propri album mediante questi servizi di streaming. Finora pochi erano a conoscenza delle somme versate dalle aziende per ogni stream, ma grazie a Josh Davison ora è possibile sapere che i profitti sono in realtà molto bassi.

Ogni volta che un abbonato ascolta un loro brano musicale, la band Parks and Gardens riceve 0,00330526797710 dollari da iTunes Match e 0,00966947678815 dollari da Spotify. In pratica, per ottenere un guadagno di un centesimo, sono necessari tre stream sul servizio cloud di Apple. Dal totale risultante devono essere sottratti anche i 50 dollari che la band versa annualmente a TuneCore, l’azienda che distribuisce la loro musica su questi servizi di streaming.

Non è un segreto che gli artisti non siano soddisfatti dei profitti derivanti dalla musica digitale. Da diversi anni, alcuni gruppi e singoli artisti lamentano la diminuzione dei guadagni, arrivando addirittura a vietare la pubblicazione della loro musica su iTunes. Lo scorso mese di ottobre, i Coldplay non hanno permesso alla EMI di distribuire le canzoni del nuovo album “Mylo Xyloto” su Spotify, Rhapsody e Rdio. I servizi di streaming musicale, quindi, generano profitti solo per le etichette discografiche: secondo i dati rilasciati dalla RIAA, il numero di abbonati è cresciuto del 18% in un anno, mentre i guadagni hanno superato i 241 milioni di dollari. E mentre il tesoretto aumenta, le tensioni per la suddivisione dei ricavi iniziano a farsi tangibili.

Fonte: The Next Web • Notizie su: ,