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Google, confermata l’acquisizione di VirusTotal

Google ha acquisito la software house VirusTotal, con l'obiettivo di migliorare il livello di protezione e sicurezza dei propri servizi, a beneficio degli utenti.

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Google mette nuovamente mano al portafogli per garantire il miglior livello di sicurezza possibile ai suoi utenti, annunciando l’acquisizione della software house VirusTotal, specializzata nello sviluppo di antivirus. Nessun dettaglio sull’entità dell’esborso economico, ma l’obiettivo del gruppo di Mountain View è ben chiaro: incrementare ulteriormente il grado di protezione dei dati gestiti dalla miriade di servizi e piattaforme messi a disposizione di chi naviga.

La notizia è stata ufficializzata nel fine settimana con un messaggio comparso sul blog ufficiale del team, in passato già al lavoro fianco a fianco con la società di Larry Page e Sergey Brin. Eccone un estratto.

Il nostro obiettivo è semplice: aiutarvi a navigare sul Web in modo sicuro. Abbiamo lavorato molto per migliorare continuamente il servizio offerto, ma una piccola squadra con risorse limitate a volte incontra delle difficoltà. Per questo motivo siamo lieti di annunciare la nostra acquisizione da parte di un partner di vecchia data, Google.

Lo sviluppatore illustra poi i benefici di cui potranno godere gli utenti in seguito all’assorbimento di VirusTotal nell’organico di bigG: l’evoluzione dello strumento per la ricerca dei malware procederà a ritmo più spedito, grazie al supporto dell’infrastruttura messa a disposizione da Google. Inoltre, la software house continuerà a operare in modo del tutto indipendente, mantenendo tutte le collaborazioni già attive con altre realtà impegnate nel campo degli antivirus e con gli esperti di sicurezza.

Non è chiaro come il gruppo di Mountain View intenda sfruttare le competenze del team appena acquisito, ma con tutta probabilità di tratta di una mossa resa necessaria dall’aver spostato sempre più il baricentro dei servizi su piattaforma cloud. Un’analisi più approfondita dei file condivisi tramite Gmail o del materiale caricato su Google Drive potrebbe garantire all’utenza un livello di protezione sufficiente per evitare l’esodo verso una concorrenza decisamente agguerrita.

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