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I sei strikes USA

Anche gli americani stanno pensando a un sistema di blocco degli IP in stile HADOPI: dopo sei falli, espulsi dalla navigazione.

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Nonostante in Francia si stia pensando seriamente di dire addio alle idee dell’era Sarkozy, il sistema delle diverse ammonizioni oltre le quali è prevista l’espulsione da Internet sta facendo proseliti negli Stati Uniti. Non più paragonato al calcio ma al baseball – sport nazionale – il sistema prevederebbe sei strikes oltre i quali scatta l’out dal campo di gioco: niente più navigazione per l’IP collegato a download illegali.

Al momento, tuttavia, questo progetto, ideato dal Center for Copyright Information non ha una data sicura: sarebbe dovuto diventare operativo già un anno fa, poi nel luglio 2012. Ora Jill Lesser, a capo dell’iniziativa che vede insieme i principali Service Provider e i rappresentanti di etichette musicali e cinema, non dà certezze, ma solo un metodo:

Abbiamo ancora intenzione di esordire entro la fine dell’anno, ma non siamo legati a una scadenza. Inoltre, non si tratta, come qualcuno insiste a dire, di un programma a sei strikes, ma di un programma educativo, ci saranno una serie di avvisi educativi che verranno inviati agli abbonati per contribuire ad orientare gli utenti verso contenuti legali.

Come è emerso di recente tramite uno scoop giornalistico, in realtà l’industria dei contenuti ha sempre pensato che SOPA e PIPA fossero inutili, mentre sta puntando al metodo degli avvisi che in qualche modo responsabilizzi gli ISP. Ma quale forma di disincentivazione è stata pensata per questo HADOPI a stelle e strisce? I rumors dicono di un rallentamento della velocità di connessione. Ma ci sono ancora troppe ombre per prendere sul serio questo programma, sul quale sembra calare la scure della chiusura.

Basti, ad esempio, leggere la farraginosità del modello, spiegato da Ars Technica, a più stadi: secondo Lesser, il Copyright Center promuoverà un sistema nel quale dopo i sei avvisi, agli ISP sarà riconosciuta autonomia nella mitigazione di questi comportamenti, dopo che l’utente avrà avuto la possibilità di un verifica indipendente, e senza che questo comporti lo spegnimento automatico della navigazione. Si parla poi di video educativi inoltrati agli utenti ed altre amenità. Il commento più franco sulla HADOPI americana che nessuno ha mai visto è quello di Parker Higgins, un attivista della Electronic Frontier Foundation:

I ritardi, la mancanza di contributo pubblico e la mancanza di trasparenza nelle misure del programma sembrano indicare una politica destinata a un binario morto.

Fonte: Ars Technica • Notizie su: