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Apple e gli straordinari dei lavoratori asiatici

Apple monitora costantemente 800.000 operai impiegati dai suoi partner asiatici nella produzione di iPhone e altri dispositivi della mela morsicata.

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Apple sembra aver preso coscienza delle polemiche scaturite dai recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto alcuni fabbriche dove vengono prodotti iPhone e altri suoi dispositivi, pubblicando sul sito ufficiale nuove informazioni in merito all’impegno per garantire il rispetto delle leggi riguardanti le condizioni di lavoro. La società di Cupertino dichiara di monitorare costantemente l’attività delle aziende che si occupano di fornire e assemblare le componenti, tenendo sott’occhio circa 800.000 operai.

Di questi, garantisce la mela morsicata, il 97% non viene sottoposto a turni straordinari eccessivi, restando al di sotto della soglia stabilita dalle normative dei singoli paesi, solitamente fissata in 60 ore. Apple sembra dunque prestare maggiore attenzione al problema rispetto a quanto avvenuto in passato (nel mese di gennaio il numero di lavoratori monitorati era 500.000), con tutta probabilità a causa dei disordini nell’impianto Foxconn di Taiyuan, che la scorsa settimana sono costati la vita a diverse persone.

Più nel dettaglio, all’inizio del 2012 il numero di operai sottoposti a turni ritenuti al di fuori della legge era pari a 70.000. Una cifra scesa rapidamente in seguito alla partnership stretta dall’azienda di Cupertino con la Fair Labor Association, gruppo non profit attivo in tutto il mondo dal 1999 e impegnato a garantire il rispetto dei diritti di chi lavora. Questo ha portato a un sensibile miglioramento della situazione, almeno stando ai dati ufficiali, con il numero crollato a 24.000 nel rilevamento di fine agosto.

Un passo in avanti dunque, ma non ancora sufficiente per garantire il pieno rispetto della manodopera occupata dalle aziende che stringono accordi con Apple. Tornando agli ultimi incidenti che hanno visto protagonista lo stabilimento Foxconn, il tutto sembra essere nato dal maltrattamento di un operaio da parte delle guardie. Il bilancio è di almeno dieci morti, decine di feriti e una linea produttiva messa fuori uso.

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