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Google, altri tagli a Motorola

Google vuole operare altri tagli su Motorola Mobility: in arrivo licenziamenti, soprattutto in Asia, per dedicarsi prettamente agli smartphone.

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Continua l’opera di ristrutturazione messa in atto da Google nei confronti di Motorola Mobility in seguito all’acquisizione del gruppo da parte del colosso di Mountain View. Dopo aver annunciato un taglio del personale quantificabile in un 20% che lasciava intuire una situazione difficile all’orizzonte, infatti, l’azienda californiana ha annunciato alla SEC di voler apportare ulteriori tagli e riduzioni, principalmente al di fuori degli Stati Uniti, con l’obiettivo di rivedere a livello generale il modello che caratterizza l’azienda.

In particolare, Google sarebbe intenzionata ad abbandonare alcuni mercati asiatici non particolarmente importanti ed incapaci di fornire ad oggi importanti ricavi, licenziando numerosi altri dipendenti. Tali licenziamenti si ripercuoterebbero sul gruppo con un esborso pari a circa 340 milioni di dollari e sarebbero giustificati dalla società statunitense con l’intenzione di ridurre anche il numero e la tipologia di dispositivi prodotti.

In tal senso, Google ha sottolineato come sia tra gli obiettivi principali l’eliminazione di buona parte, se non della totalità, del ramo legato alla fabbricazione di telefoni cellulari, focalizzando la propria attenzione esclusivamente sugli smartphone. L’azienda di Mountain View intende quindi produrre pochi dispositivi ma di buona qualità, mettendo in atto un approccio sensibilmente differente rispetto a quanto fatto fino ad oggi da Motorola. Oltre ai 340 milioni per i dipendenti, quindi, Google dovrebbe affrontare una spesa ulteriore di circa 90 milioni di dollari per dire addio ad alcuni reparti ed una serie di mercati esteri non più ritenuti essenziali.

Fine ultimo di quest’opera di rinnovamento, spiegano da Google, sarebbe il ritorno di Motorola all’utile di esercizio, tagliando i rami secchi per snellire nel suo complesso una struttura aziendale che necessita con ogni probabilità di importanti cambiamenti. Oltre ai 12,5 miliardi di dollari messi sul piatto per convincere la precedente proprietà a cedere il gruppo, insomma, il gigante delle ricerche online si vede costretto ad ulteriori esborsi per far sì che l’investimento possa fornire i primi frutti nell’immediato.

Fonte: Reuters • Via: CNET • Notizie su: