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Facebook, il tradimento e i “divorzi 2.0″

Facebook, Twitter e gli altri social network aiutano a tradire, ma i fedifraghi non sono abbastanza scaltri e aumenta il numero dei divorzi.

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Facebook e gli altri social network rappresentano strumenti ormai entrati a far parte della vita di tutti i giorni per milioni di persone, mezzi di comunicazioni ai quali molti non possono più rinunciare. Ci si collega per incontrare virtualmente i propri amici, restare in contatto con parenti lontani, discutere di lavoro, ma anche organizzare una scappatella. È quanto emerge dalle statistiche di AMI (Associazioni Matrimonialisti Italiani), che dipingono le piattaforme 2.0 come fonte principale delle prove fornite in sede di divorzio.

Cresce infatti il numero di chi utilizza Internet per evadere, abbandonandosi a relazioni extraconiugali con persone conosciute in Rete. Tradimenti a tutti gli effetti, ma nati sugli schermi di computer, smartphone o tablet, che spesso finiscono per lasciare dietro di sé una lunga scia di prove, messaggi, fotografie e filmati destinati a finire sotto gli occhi del partner.

Secondo Divorce online il social network di Mark Zuckerberg è ormai responsabile di quasi un terzo delle cause di divorzio, con numeri che tradiscono la poca scaltrezza dei fedifraghi: in sintesi, si è tanto abili a fare nuove conoscenze sul Web quanto poco attenti a cancellarne le tracce, a tal punto che per chi non è fedele sono nati siti dedicati appositamente alle scappatelle, con un occhio di riguardo alla tutela della privacy di chi è in cerca di un’avventura fuori dal vincolo matrimoniale. Vecchi vizi e nuove tecnologie, un binomio che stando ai dati in questione sembra nascondere un mix decisamente pericoloso e che in molti non sanno gestire con sufficiente prudenza.

Speciale: Facebook
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