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L’uragano Sandy e la bufera su Twitter

L'uragano Sandy che si è abbattuto su New York ha causato 50 morti e danni ingenti, oltre ad alcune polemiche su Twitter.

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50 vittime, otto milioni di persone senza elettricità e danni per 100 miliardi di dollari. È questo il bilancio provvisorio del passaggio dell’uragano Sandy sulla costa orientale degli Stati Uniti, con il violento ciclone tropicale che si sta spostando in queste ore verso nord in direzione del Canada. Un vero e proprio disastro, come dichiarato anche dal presidente Barack Obama, che non ha mancato di provocare polemiche anche sulle pagine dei social network. È ad esempio il caso di Shashank Tripathi, ex responsabile per la campagna elettorale del repubblicano Christopher Wight.

Nella giornata di lunedì, Tripathi ha pubblicato alcune false notizie sul suo profilo Twitter. Essendo ritenuto una fonte piuttosto autorevole, i tweet sono stati condivisi dalla popolazione e ripresi anche da alcune testate giornalistiche, contribuendo così a diffondere il panico e disinformare in un momento di grave emergenza. Tra i messaggi incriminati quello secondo il quale l’edificio del New York Stock Exchange sarebbe stato completamente sommerso dall’acqua e un altro che annunciava l’interruzione della fornitura di corrente elettrica da parte di Con Edison per tutta l’area di Manhattan. Bersagliato da un coro si proteste e indignazione, Tripathi ha rassegnato le proprie dimissioni immediate dall’incarico con il politico newyorkese, chiedendo pubblicamente scusa per il gesto irresponsabile.

Vorrei porgere a tutti gli abitanti di New York le mie più sincere e umili scuse. Nonostante qualcuno potrebbe nascondersi dietro l’anonimato dei social network, assumo la piena responsabilità per le mie azioni. Sono enormemente dispiaciuto per qualsiasi preoccupazione o danno causato.

Ma non è tutto: c’è anche chi come le catene di negozi d’abbigliamento GAP e American Apparel ha approfittato dell’attenzione mediatica riservata all’uragano Sandy per lanciare sconti e promozioni: “Nel caso in cui foste annoiati dalla tempesta, scontiamo tutti gli articoli del 20% per le prossime 36 ore”. Anche in questo caso si è trattato di una pessima scelta, che non ha fatto altro che causare indignazione e spingere il comparto marketing delle due aziende a porgere le proprie scuse.

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