QR code per la pagina originale

Siri, stop alle prostitute cinesi

Apple ha eliminato da Siri la possibilità di trovare le escort cinesi: il provvedimento arriva dopo l'ondata di polemiche che ha travolto la società.

,

Siri è finito nel mirino di genitori e autorità cinesi a causa della possibilità di trovare facilmente le escort locali. Il problema è stato definito da più parti così grande che sono stati in moltissimi a commentare la deriva a luci rosse dell’assistente vocale per iPhone e iPad, e ad Apple non è rimasto altro che eliminare la funzione dal proprio software.

Secondo quanto riportato dal China Daily, se si chiede ora a Siri «voglio trovare le prostitute» viene restituita una risposta nettamente diversa da quella fornita in precedenza, ovvero «non è stato possibile trovare servizi di escort». Un rappresentante Apple è intervenuto per confermare l’eliminazione di tale possibilità, spiegando che «rispondendo alle segnalazioni dei nostri utenti, abbiamo bloccato le informazioni correlate alle escort».

Anche altri termini di ricerca che hanno a che fare con comportamenti illegali e/o violenti, come ad esempio la richiesta di un luogo dove è possibile acquistare velocemente una pistola, sono stati bloccati in Siri, con le query che adesso non forniscono più i risultati utili a trovare ciò che l’utente desidera. In tal modo, Apple si dimostra attenta a non favorire attività illecite con il proprio assistente vocale, anche se l’intervento è pervenuto solamente dopo l’ondata di polemiche che hanno travolto, in Cina, la società con la mela morsicata.

La prostituzione è ufficialmente illegale in Cina, ma di fatto viene tenuta nascosta e comunque “tollerata”: se in precedenza lo staff di Tim Cook aveva spiegato di non esser intenzionato a censurare Siri, anche perché gli utenti possono impostare manualmente il blocco per certe keyword ritenute offensive o sconvenienti, adesso arriva un netto retrofront. Per tale questione era anche intervenuto un avvocato penalista di uno dei più importanti studi legali di Pechino (Yingke), spiegando che le informazioni sulle prostitute fornite dal software di riconoscimento vocale di Apple non sono comunque illegali ai sensi delle leggi cinesi, ma che possono chiaramente rappresentare un problema per i giovani. Ed è probabilmente per tale motivo che Cupertino ha deciso di non ignorare le polemiche e di adottare delle misure per prevenire casi di tale genere.

Fonte: China Daily • Via: Gizmodo • Immagine: Apple • Notizie su: