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Google, condanna per diffamazione in Australia

Google condannata in Australia a una sanzione di circa 160.000 dollari, per il reato di diffamazione nei confronti del manager Michael Trkulja.

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Condanna per Google in Australia. Il giudice David Beach ha stabilito che il gruppo di Mountain View dovrà versare nelle casse del manager Michael Trkulja la somma di 200.000 dollari australiani, pari a poco più di 160.000 euro. Il motivo? L’uomo è rimasto vittima di un agguato nel 2004, quando all’interno di un ristorante è stato raggiunto alla schiena da un colpo di pistola. I sistemi automatizzati del motore di ricerca hanno poi erroneamente collegato quanto accaduto alla malavita di Melbourne, avallando l’ipotesi che dietro alla vicenda ci fossero rapporti tra Trkulja e il boss Tony Mokbel impegnato nel traffico di droga.

L’errore ha provocato al protagonista imbarazzo e notevoli danni d’immagine. Una sua fotografia è rimasta infatti associata su Google a quella del malvivente per quasi due mesi (da ottobre a dicembre 2009), nonostante le ripetute richieste di rimozione inoltrate dai suoi avvocati. I vertici di bigG hanno basato la propria strategia difensiva sul fatto che gli articoli in questione fossero stati scritti e firmati da una redazione che non ha nulla a che vedere con Google, e che a occuparsi dell’indicizzazione affiancando i due nomi sia stato un sistema completamente automatizzato, ma la corte ha comunque ritenuto l’azienda responsabile di quanto accaduto.

Si tratta della seconda vittoria di questo tipo messa a segno da Trkulja in poco tempo. Nei mesi scorsi anche Yahoo! era finito sul banco degli imputati per la vicenda, con un processo che ha portato allo stesso esito e una sanzione di 225.000 dollari australiani, pari a circa 185.000 euro. Decisive per giungere al verdetto dei giorni scorsi sono state alcune email ricevute dagli avvocati della parte lesa dopo le richieste di rimozione dei contenuti inoltrate a Google. Eccone un estratto.

In base alla nostra policy, in questo momento Google ha deciso di non intraprendere alcuna azione per la rimozione dei contenuti. Per favore si metta in contatto con chi gestisce il sito Web in questione per chiedere la rimozione del nome del vostro cliente dalle pagine.

Fonte: Victorian Supreme Court • Via: ZDNet • Notizie su: