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iMessage riduce gli SMS a pagamento inviati in USA

iMessage riduce il numero di SMS inviati negli Stati Uniti, i carrier potrebbero ricorrere al riparo con ban o con aumenti dei piani dati.

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iMessage, il sistema di messaggistica gratuita per device iOS e Mac, è un grande successo. Durante l’ultimo keynote Tim Cook ha annunciato come fossero già 300 i miliardi di messaggi scambiati dagli utenti dall’introduzione di iMessage e, sebbene il dato sia inferiore ai concorrenti multipiattaforma come WhatsApp, gli operatori telefonici iniziano a tremare. E ne hanno ben donde: una ricerca condotta in USA ha dimostrato come il ricorso a iMessage abbia ridotto il numero di SMS a pagamento inviati.

La cifra, elaborata dalla società d’analisi del mondo mobile Chetan Sharma, non è elevatissima: 678 SMS inviati a utente al mese, contro i 696 del periodo pre iMessage. Un numero che su larga scala, tuttavia, rappresenta una perdita nell’ordine di centinaia di migliaia di dollari per i carrier a stelle e strisce.

Il potenziale di iMessage rispetto alla messaggistica tradizionale è molto elevato: si possono inviare SMS senza limitazione di caratteri, immagini, suoni e addirittura file. Il sistema è molto versatile, perché funziona sia su WiFi che su 3G, ed è possibile comunicare anche con chi non ha associato al proprio account un’utenza telefonica, come gli utenti laptop e desktop. Lo svantaggio è quello di poter interagire solamente con altri utenti Apple, siano essi su iPad, iPod, iPhone o Mac.

Al momento, gli operatori non sembrano aver intrapreso azioni per bloccare la messaggistica via Web, sia essa via iMessage, WhatsApp o qualsiasi altra applicazione. Ma, a quanto pare, lo spettro di un ban su connessione 3G/4G non appare così remoto. Nel frattempo, si sono curiosamente innalzate le tariffe per i piani dati d’oltreoceano, forse a recupero di quanto iMessage ha tolto dalle casse dei carrier.

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