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WiFox: mai più reti WiFi congestionate

WiFox è la tecnologia messa a punto dalla NC State University che consente un aumento delle prestazioni fino al 700% sulle reti WiFi congestionate.

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A chiunque è successo di connettersi a una rete WiFi pubblica tramite il proprio smartphone, tablet o laptop, sperimentando lunghi tempi di attesa per eseguire le operazioni più semplici. Si tratta ovviamente di un problema legato al numero di utenti gestiti in contemporanea dall’access point, che si traduce nella saturazione della banda e nel decadimento delle prestazioni per tutti. In futuro le cose potrebbero cambiare, grazie alla tecnologia WiFox messa a punto nei laboratori della North Carolina State University.

Spiegarne nel dettaglio il funzionamento non è ancora possibile, in quanto la presentazione ufficiale avverrà soltanto il mese prossimo in occasione della conferenza ACM CoNEXT 2012 in programma a Nizza dal 10 al 13 dicembre. Dalle informazioni trapelate sul Web si apprende però che i primi test hanno dimostrato come l’utilizzo di WiFox possa portare a un miglioramento del 400% con 25 dispositivi connessi alla stessa rete e fino al 700% con 45 device.

Ancora più interessante è il fatto che non serviranno nuovi hardware per beneficiare di un incremento tanto significativo: sarà sufficiente un update, in quanto la tecnologia è basata esclusivamente sul sistema di gestione dei pacchetti inviati e ricevuti. In altre parole, WiFox si occuperà di convogliare i dati “in attesa” verso una sorta di canale preferenziale, contribuendo così a decongestionare il traffico dati.

Se tutto questo dovesse sembrare troppo complesso, è possibile pensare a quanto sviluppato dalla NC State University come a una sorta di vigile che regola l’andamento dei veicoli sulle due corsie, che tradotto in termini informatici sono rappresentate dai dati in ingresso e in uscita dagli access point WiFi, con ovvi benefici in termini di aumento della velocità nel trasferimento e diminuzione della latenza. Nessuna ipotesi per il momento sulle tempistiche necessarie per poter assistere all’adozione di WiFox.

Fonte: NC State University • Via: ExtremeTech • Notizie su: