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HP, “gravi errori contabili” costano 8,8 miliardi

HP mette a bilancio una perdita da 8,8 miliardi di dollari dovuta allo stralcio del valore dell'acquisita Autonomy: si chiede l'avvio di una inchiesta.

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HP ha comunicato ai propri azionisti una rettifica contabile che sarà mal digerita dalla base: ben 8,8 miliardi di dollari vanno in fumo a seguito dell’acquisizione del gruppo Autonomy che, lo scorso anno, è entrato a far parte del gruppo guidato da Meg Whitman. La stessa Whitman a suo tempo si disse estremamente entusiasta per l’acquisizione, il che diventa ora una posizione difficilmente sostenibile nel momento in cui dei 10 miliardi spesi a suo tempo la grossa parte va in fumo con una semplice riga rossa sul bilancio.

La comunicazione Hewlett Packard ha toni estremamente duri contro Autonomy, spiegando che la situazione antecedente all’acquisizione sarebbe stata mal configurata a livello contabile e che la realtà degli asset acquisiti esprime oggi un valore decisamente al di sotto di quello che era il quadro delineato ad HP. Parole difficili da digerire per azionisti che, all’apertura a Wall Street, hanno dovuto pagare quanto accaduto con un -12% che pesa ulteriormente sul valore dell’azienda. Il gruppo deve fare ora i conti con una situazione nella quale il valore azionario è in caduta libera, i licenziamenti pesano sulle strategie e le vendite in declino non fanno che appesantire il quadro generale.

La reazione di HP non si limita ad una dura accusa ad Autonomy, ma si spinge oltre fino a chiedere un’inchiesta per quanto accaduto. Il gruppo non parla infatti soltanto di scarsa trasparenza, ma di vere e proprie contraffazioni finalizzate a gonfiare il numero dei clienti ed il relativo valore agli occhi degli investitori. Qualcuno, insomma, dovrà pagare. Per ora è toccato agli azionisti.

Fonte: HP • Notizie su: