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Attacco cracker contro un Ministro israeliano

Un gruppo di hacker ha rubato l'identità digitale del Vice Primo Ministro, sabotando tutti gli account su Facebook, Twitter e altri servizi online.

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L’ennesimo conflitto tra israeliani e palestinesi non si combatte solo sul campo, ma anche e sfruttando i moderni mezzi di informazione messi a disposizione su Internet da giganti del settore come Twitter, Google e Facebook. Un gruppo di cracker, denominato ZCompanyHackingCrew (ZHC), ha compiuto un massiccio attacco contro tutti gli account posseduti dal Vice Primo Ministro di Israele Silvan Shalom. Non solo hanno modificato le sue pagine su Facebook, Twitter e Blogger, ma sono riusciti anche ad accedere alle email conservate su Gmail, il cui contenuto verrà reso pubblico domani (nella speranza la cosa non pregiudichi la fragile tregua appena conseguita grazie alla mediazione egiziana).

Come sottolinea The Next Web, il Vice Primo Ministro non ha un grande seguito sul social network più famoso, ma come tutti i politici ha contatti importanti, per cui il vero danno sarebbe la pubblicazione delle email private. Come se non bastasse, il gruppo ZCompanyHackingCrew ha dichiarato su Twitter di essere in possesso del suo numero di telefono personale. La pagina Facebook di Shalom è stata eliminata, mentre il suo profilo è ancora online, ma la copertina originale è stata sostituita da un’immagine con la scritta “Free Palestine“. L’account Twitter ha subito la stessa sorte e ora è colmo di tweet non originali e non riconducibili dal politico israeliano. L’account YouTube invece è diventato uno strumento per pubblicare video a favore della popolazione palestinese. Il blog su Blogger mostra infine un messaggio che non ha bisogno di traduzione:

Oops I got Hacked BY ZCOMPANY HACKING CREW
World stands united against zionist Israel. F**k you Israel Long Live Palestine

ZHC ha promesso di divulgare tutta la vita digitale del Vice primo Ministro: email, documenti, immagini e contatti. I cracker non fanno parte di Anonymous, ma collaborano con loro nell’Operazione Israele. Lo scorso fine settimana, il famoso gruppo di hacktivisti ha attaccato oltre 650 siti israeliani, cancellando il database di alcuni di essi e rubando indirizzi email e password.

Fonte: The Next Web • Notizie su: