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La tecnologia in città: nascono le Smart City

La rivoluzione Smart City è avviata: la tecnologia arriva in città per migliorare le condizioni di vita e sfruttare intelligentemente le risorse.

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Sfruttare al meglio le tecnologie a disposizione per migliorare le condizioni di vita di milioni di persone, salvaguardando l’ambiente ed organizzando al meglio ogni attività. È questo l’obiettivo prefissato da lungo tempo da parte di istituzioni, governi ed aziende. Un obiettivo che è possibile riassumere in un solo concetto quale quello di Smart City, vale a dire città intelligenti in grado di utilizzare al meglio ogni risorsa per portare miglioramenti a settori quali la protezione del pianeta, l’economia, i trasporti e molti altri ancora.

All’idea di Smart City non è possibile fornire una sola definizione. In “Smart Cities: Ranking of European Medium-Sized Cities” (PDF) una Smart City è infatti vista come «una città che abbia avviato un cammino verso il futuro nell’economia, nella gestione del governo, nella mobilità, nell’ambiente e nelle condizioni di vita», mentre in “The vision of a smart city” (PDF) si parla di «una città che monitora ed integra le condizioni di tutte le sue infrastrutture critiche, inclusi strade, ponti, tunnel, ferrovie, metropolitane, aeroporti, porti, acqua, energia ed anche i principali edifici, così da ottimizzare le sue risorse, pianificare attività di manutenzione e monitorare aspetti riguardanti la sicurezza massimizzando i servizi per i cittadini».

Trattasi insomma di un contesto urbano ove ogni sforzo è mirato al benessere tanto dei cittadini quanto del luogo che ospita la popolazione, sfruttando in maniera intelligente ogni risorsa a disposizione. Una gestione intelligente del trasporto pubblico, ad esempio, può condurre ad importanti benefici sia per quanto concerne l’inquinamento atmosferico che l’economia, mentre può vedere in un’oculata organizzazione della distribuzione dell’energia elettrica un mosaico fondamentale nel proprio tassello.

Più che di un uso di tecnologie intelligenti, insomma, è possibile parlare di uso intelligente della tecnologia: i passi da gigante compiuti negli ultimi anni in svariati settori, infatti, consentono di guardare al futuro in un’ottica differente e promettono un “domani” nel quale gli sprechi saranno ridotti all’osso. A trarne benefici, di conseguenza, saranno tutti i cittadini che vivranno nelle Smart City: secondo Accenture, ad esempio, entro il 2020 potrebbe esser possibile ridurre del 15% l’impatto ambientale ed ottenere inoltre un risparmio di oltre 900 miliardi di dollari l’anno grazie all’utilizzo di soluzioni intelligenti in ambito urbano.

La parola d’ordine che guida la rivoluzione delle Smart City è quindi “sostenibilità”. Un termine, questo, che può adattarsi ad ogni settore: le nuove tecnologie in grado di migliorare i centri urbani dovranno infatti essere sostenibili a livello economico, energetico e funzionale, mettendo a disposizione dei cittadini servizi coerenti con le rispettive necessità senza incrementare il proprio impatto sui bilanci locali oppure sull’ambiente. Dai grandi centri produttivi industriali alle piccole fontane delle piazze, ogni angolo del pianeta può quindi usufruire di quella che si appresta ad essere una vera e propria rivoluzione, capace se non di trasformare il modo di vivere quanto meno di migliorarlo in qualche aspetto.

La bontà del progetto, d’altro canto, è ben visibile alla luce dei dati relativi gli incentivi stanziati da diverse istituzioni internazionali per promuovere le Smart City: l’UE, ad esempio, ha previsto una spesa iniziale di 11 miliardi di euro per stimolare le città del Vecchio Continente a rinnovarsi da tale punto di vista e ad oggi l’appello non sembra esser caduto nel vuoto, con numerose città desiderose di sfruttare tali risorse per divenire maggiormente intelligenti nell’ambito dell’iniziativa dell’Agenda Digitale. Tali fondi consentiranno quindi importanti investimenti per seguire un modello di sostenibilità fino ad oggi illustrato in parte da alcune avanguardie nel settore delle Smart City ed ancora non espressosi del tutto.

Il commissario per l’Agenda Digitale, Neelie Kroes, ha in più occasioni discusso di tale tematica, ribadendone a più riprese l’importanza per il futuro dell’Europa dal punto di vista economico, ma non solo:

Oggi in Europa affrontiamo sfide enormi. In un periodo di cambiamenti climatici, la sfida è quella di gestire le risorse energetiche. In un periodo di crisi economica, la sfida è quella di migliorare l’efficienza. Ma abbiamo una grande opportunità: lo straordinario potere delle nuove tecnologie nell’ambito dell’informazione e delle telecomunicazioni. […] L’Europa sta affrontando importanti ostacoli dal punto di vista economico. Ma ci sono brillanti opportunità all’orizzonte e per me nessuna è più brillante dell’ICT. Realizziamo sistemi intelligenti per l’Europa che salvino l’ambiente, i nostri cittadini e la nostra economia.

Barcellona, ad esempio, da lungo tempo propone iniziative importanti in tal senso, come l’utilizzo di energia solare per alimentare grossi edifici, e di redente ha avviato un programma di distribuzione di sensori in vari angoli della città per consentire ad esempio di ridurre gli sprechi presso le fontane pubbliche disponibili. A Masdar, invece, si pensa ancora più in grande e l’obiettivo è quello di incrementare il livello di automazione nelle città, lasciando il compito di organizzare diverse attività ad appositi sistemi di controllo. In Italia, invece, i primi passi nella direzione di città sostenibili sono stati compiuti a Pisa, ove è possibile trovare parcheggio utilizzando il proprio smartphone, a Genova, ove si intende realizzare un nuovo sistema di riscaldamento sostenibile, oppure a Torino, ove si spera di ridurre le emissioni del 40% entro il 2020. Il MIUR, inoltre, ha indetto un bando da 655 milioni di euro con il quale intende favorire lo studio di nuove soluzioni in grado di rinnovare il panorama italiano nel settore delle Smart City.

I dati pubblicati da Accenture dimostrano quindi come le Smart City possano apportare benefici concreti, ma allo stesso tempo sottolineano un aspetto di assoluta importanza quale la necessità di mandare a regime il progetto per poter vedere i primi frutti. Affinché sia possibile ottenere risultati tangibili, insomma, è necessario lanciare la rivoluzione sin da ora, partendo dal piccolo per abbracciare passo dopo passo settori di dimensioni maggiori, avviando un primo ciclo di innovazione tecnologica volta al miglioramento dei centri urbani.

Immagine: Ron Henry • Notizie su: