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NEC porta il riconoscimento facciale nei negozi

NEC ha realizzato un sistema per il riconoscimento facciale degli utenti al fine di studiare nuove soluzioni per il marketing nei negozi giapponesi.

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Conoscere ogni informazione sui propri clienti, dalle abitudini ai gusti, dall’età al sesso, passando per altri dettagli di vario tipo. È questo il sogno degli esperti di marketing, un sogno che in parte è destinato a divenire presto realtà: il gruppo giapponese NEC ha infatti realizzato un sistema per il riconoscimento facciale dei clienti presenti in un negozio, catalogandoli secondo vari parametri ed archiviando informazioni quali la frequenza nei punti vendita, gli acquisti effettuati ed altri dati utili a migliorare le strategie di vendita.

Tale progetto poggia le proprie fondamenta su NeoFace, un algoritmo per il riconoscimento facciale sviluppato da NEC ed in grado di funzionare al meglio avendo a disposizione soltanto un tradizionale PC ed una videocamera. Buona parte del lavoro è svolto infatti dai server nella nuvola dell’azienda giapponese, la quale ha messo a disposizione questo nuovo servizio ad un prezzo di 880 dollari al mese per punto vendita. L’idea potrebbe quindi trasformarsi in un’importante rivoluzione per il mondo del marketing, offrendo nuove possibilità dal punto di vista delle campagne pubblicitarie.

Il tracciamento facciale dei clienti, ha spiegato NEC, è totalmente sicuro in termini di privacy. Di ogni cliente non vengono infatti archiviate le immagini del volto, bensì esclusivamente una serie di informazioni estrapolate dallo stesso per poterlo identificare. Secondo il gruppo risulta inoltre impossibile risalire ad un individuo avendo a disposizione soltanto tali informazioni, per cui un’eventuale fuga di dati non si rivelerebbe in alcun modo pericolosa per la riservatezza dei clienti che accederanno ai negozi che adotteranno questa tecnologia.

Al contrario, tali dati potranno significare molto per gli analisti, i quali avranno a disposizione una serie di importanti informazioni con le quali andare a condurre nuovi studi ed analisi di ogni tipo. In più, tale tecnologia potrebbe prestarsi anche ad altri settori, come ad esempio la videosorveglianza oppure la realizzazione di sistemi di accesso basati sul riconoscimento facciale delle persone abilitate.

Fonte: DigInfo TV • Notizie su: