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Google-ICOA, acquisizione smentita

Smentita l'acquisizione di ICOA da parte di Google: il comunicato stampa diffuso nella mattinata parla di un investimento pari a 400 milioni di dollari.

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Nelle ore scorse ha fatto la sua comparsa in Rete una notizia relativa all’acquisizione, da parte di Google, di ICOA, società specializzata nella realizzazione di reti WiFi in spazi pubblici, a fronte di un esborso economico quantificato in 400 milioni di dollari. Tutto smentito: le due società coinvolte confermano di non aver siglato alcun accordo di questo tipo, etichettando il comunicato diffuso in mattinata come assolutamente falso.

È intervenuto anche il CEO di ICOA, George Strouthopoulous, dichiarando che non c’è stato alcun interesse verso la sua azienda da parte del colosso di Mountain View o altri potenziali acquirenti.

Mi avrebbe fatto piacere essere in trattativa con Google e, credetemi, avrei accettato anche per molto meno di 400 milioni.

A chi dev’essere attribuito dunque l’errore? A quanto pare la responsabilità è dell’ufficio stampa PRWeb, che dopo aver creato scompiglio è subito corso ai ripari mettendo offline il documento incriminato.

Questione chiusa, dunque? Ufficialmente sì, ma l’interesse dimostrato di recente da bigG nei confronti di questo ambito lascia uno spiraglio aperto. Il progetto Google Fiber ha portato connessioni da 1 Gbps a Kansas City e, a partire dall’estate scorsa, il gruppo di Page e Brin ha intensificato la collaborazione con Boingo Wireless per l’installazione di hotspot WiFi accessibili gratuitamente in luoghi pubblici come stazioni o aeroporti. Non è dunque da escludere del tutto che la notizia trapelata sul Web questa mattina sia frutto di una precoce fuga d’informazioni circa un accordo realmente in fase di contrattazione, ma non ancora pronto per essere reso pubblico.

Google ha ampliato notevolmente il proprio raggio d’azione negli ultimi anni e, anche se ICOA dovesse non rientrare nei progetti del gruppo, è lampante come bigG possa comunque esercitare una notevole influenza sul processo evolutivo delle infrastrutture USA per l’accesso a Internet. L’esperimento di Kansas City ha dato buoni risultati e il suo approdo altrove potrebbe spingere ISP e operatori telefonici ad agire di conseguenza per non perdere importanti quote di mercato in futuro.

Fonte: The Verge • Via: The Wall Street Journal • Notizie su: