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Pontifex: il nome del Papa su Twitter

Benedetto XVI è sbarcato su Twitter con un account personale, @Pontifex, in otto lingue compreso l'arabo. Nessun tweet, ma già migliaia di followers.

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Come preannunciato alcuni giorni fa, il Papa è sbarcato su Twitter con un account personale: per i suoi followers d’ora in avanti sarà @Pontifex, con diverse versioni a seconda della lingua (in italiano è @Pontifex_it). Un nome più semplice, immediato, rispetto alle ipotesi trapelate nei giorni scorsi, ma pur sempre in latino. Lingua ufficiale dello Stato del Vaticano.

Nessun tweet, al momento, e following che sono semplicemente gli altri account in diverse lingue, ma già cinquemila followers in poche ore per quello italiano. Un trend che crescerà senza dubbio a vista d’occhio sul social network dei 140 caratteri, nei quali anche il vescovo di Roma potrà esercitarsi.

pontifex_it

@Pontifex_it è l’account ufficiale di Benedetto XVI su Twitter.

Un luogo che padre Antonio Spadaro, gesuita, direttore di Civiltà cattolica ed esperto di comunicazione digitale, pensa possa essere particolarmente adatto proprio alla lingua degli antichi romani, data la sua naturale concisione:

In una recente intervista, il religioso ha fortemente sponsorizzato questa scelta:

I messaggi di senso passano anche attraverso i social-network. Cioè luoghi di riflessione, considerazione e condivisione di valori, idee, momenti di vita. Infatti nei social network le persone condividono la vita, i desideri migliori e anche quelli peggiori, le domande, le risposte. E tanti leader religiosi sono già su Twitter. Quindi, direi che è normale che il Papa abbia un account che faccia riferimento a lui. Direi quasi che, in fondo, il 3 dicembre 2012 si connette idealmente al 12 febbraio 1931, quando Pio XI lanciava il suo primo messaggio via radio.

Respinta la possibile critica che lo sbarco su Twitter sia soltanto una moda del momento, un gesto del genere di un potente capo religioso caratterizza senza dubbio questo social, e sarà interessante osservare come verrà sfruttato per il messaggio evangelico.

Ma una cosa è certa: se gli antichi autori della Bibbia (in particolare l’antico testamento) avessero avuto Twitter, non avrebbero faticato ad utilizzarlo. La maggior parte dei passi fondamentali è composta da versetti sorprendentemente vicini alla lunghezza di un cinguettìo in Rete.