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OS X batte tutti in fatto di upgrade

Il tasso di upgrade di OS X batte tutti gli altri sistemi operativi: prezzo, digital delivery, retrocompatibilità conquistano gli utenti.

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OS X convince gli utenti e batte ogni forma di concorrenza in fatto di upgrade: è il risultato di una recente survey che dimostra come i clienti Apple siano decisamente fiduciosi e fedeli nell’aggiornare il sistema operativo per i loro Mac. Lo dimostra un trend in crescita partito con Snow Leopard, sviluppatosi con Lion e ora confermato da Mountain Lion.

A portare a galla questi dati è Net Applications, azienda californiana specializzata nello studio di Internet e dei new media. Le ultime tre release di OS X hanno coinvolto a ogni upgrade più di un terzo dei possessori di un Mac, un dato decisamente più rilevante rispetto ai competitor come Windows. La motivazione? Apple ha creato un ecosistema che si autoalimenta, pensato per non perdere alcun cliente nel corso della sua evoluzione.

A cinque mesi dal lancio, Snow Leopard ha visto la sua installazione sul 32% di tutti i Mac in circolazione. Tassi simili anche per i successivi Lion, con il 29%, e l’attuale Mountain Lion, con il 30%. Sono cifre davvero rilevanti a pochi mesi dal lancio, destinate nel tempo a crescere esponenzialmente. Secondo le previsioni, infatti, gli unici utenti non intenzionati a effettuare un upgrade sono coloro in possesso di un Mac non supportato, lista questa corposa per il recente leone delle montagne.

Per fare un paragone con il mondo Windows, sebbene il bacino di clientela sia notevolmente più ampio, Windows 7 a cinque mesi dal lancio ha visto l’installazione sull’11% di tutti i PC in circolazione, mentre il precedente Vista solo sul 5%. I numeri sono però destinati a salire vertiginosamente, perché con Windows 8 Microsoft ha adottato una politica di prezzo molto simile a quella scelta da Cupertino.

La Mela vince perché ha saputo costruire una sapiente strategia. Snow Leopard è stato il primo sistema operativo di Apple proposto al pubblico a bassissimo prezzo (29 euro), a cui sono seguiti Lion (23,99) e l’odierno Mountain Lion, lanciato a 15 euro e ora in vendita a 17.99. Oltre ai prezzi concorrenziali altamente appetibili per l’utente – si consideri come le versioni precedenti di Windows siano state vendute a centinaia di euro l’una – la digital delivery ha fatto il resto. Nonostante gli scettici, l’abbandono del supporto ottico si è rivelato vincente: il cliente compra su Mac App Store la sua copia, il download avviene in background senza inficiare le normali funzioni del computer e l’installazione è indolore. Il fatto di non doversi recare fisicamente in un negozio ha fatto crescere esponenzialmente le vendite, tanto che la stessa strategia è stata scelta ora anche da Microsoft. Infine, a farla da padrone è la compatibilità lungimirante con il passato. Nonostante Mountain Lion abbia dei system requirement più stringenti rispetto ai predecessori, Apple cerca di mantenere una retrocompatibilità hardware molto ampia affinché anche i vecchi utenti siano stimolati all’upgrade. Se a questo si aggiunge come OS X sia distribuito in una versione full uguale per tutti gli utenti anziché essere sezionato in decine di versioni da feature e costi diversi, è facile capire il perché di tanto successo dalle parte di Cupertino.

Fonte: ComputerWorld • Notizie su: ,