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FAPAV: lotta alla pirateria, non ai blogger

La FAPAV saluta il Governo uscente rilanciando l'urgenza di una azione più radicale contro la pirateria digitale. Con tanto di ringraziamenti all'on. Fava.

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«La Legge c’è e aspetta di essere attuata dal 2010. Il settore dell’audiovisivo è in grave crisi e gli ultimi dati – negativi – sui consumi di cinema, eventi TV, fiction e home entertainment confermano l’impatto devastante della pirateria digitale sull’economia del comparto. Chiediamo all’Autorità di approvarlo nel più breve tempo possibile: è ormai divenuto inaccettabile il continuo rinvio del Regolamento e gli annunci di dilatorie consultazioni pubbliche per un provvedimento amministrativo che non impatta sui diritti e sui principi di legge».

Con queste parole di Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale della FAPAV, l’associazione saluta il Governo uscente. Non senza rammarico: la FAPAV ha bacchettato a più riprese il legislatore nella speranza di raccogliere risultati maggiori nella lotta alla pirateria, ma nel momento in cui le urne si avvicinano l’esito è quello di un obiettivo mancato e di numeri che impongono un proseguimento della battaglia anche con il futuro esecutivo.

Il segretario FAPAV usa con le proprie dichiarazioni una precauzione importante: «Vogliamo che colpiscano i siti pirata, non i blogger». Filtro e non censura, guerra ai pirati e non azione indiscriminata: mettere le mani avanti è doveroso, poiché i tentativi fin qui sperimentati hanno spesso impattato nei timori di una lettura secondaria delle proposte o in intenti persecutori lontani dall’obiettivo dichiarato.

A partire da un nome che è divenuto presto simbolico: Fava. L’on. Fava a suo tempo ha portato avanti una proposta presto ribattezzata “la SOPA italiana“, testo che il Parlamento ha però bocciato con 365 voti contrari. Ora all’on. Fava va la gratitudine della FAPAV: «Ringraziamo per l’importante lavoro svolto dalla Commissione d’Inchiesta sulla pirateria e contraffazione presieduta dall’Onorevole Giovanni Fava, che si accinge ad approvare una risoluzione per richiamare ciascuna Istituzione a dedicare maggior tempo ed attenzione ad un fenomeno che sta uccidendo l’industria dell’audiovisivo in Italia». Avanti il prossimo Governo.

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