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Twitter permette il download dei tweet

Il microblogging sta sperimentando con pochi account la nuova funzione: si potranno archiviare tutti i propri tweet per evitarne il dissovilmento.

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Archiviare i propri cinguettii in Rete prima che diventino esclusiva proprietà dei server dell’azienda. Twitter si era impegnata a dare una risposta alla richiesta dei suoi utenti di poter archiviare i tweet e questa funzione sta gradualmente comparendo nei setting di alcuni (pochi) utenti, che hanno subito condiviso la loro esperienza sul sito. Il download è la risposta a due problemi: uno di tipo legale, sulla effettiva proprietà intellettuale di ciò che scriviamo e quindi sulla eventuale responsabilità che ne deriva; l’altro di tipo culturale: superare l’obsolescenza del Web, la sua scarsa memoria.

Missione compiuta, si direbbe. Questo nuovo strumento farà la sua comparsa nel setting dell’account, in fondo alla pagina dove ora c’è il bottone per disattivare il profilo ci sarà anche un bottone per avviare il download di tutti i tweet postati, dal primo all’ultimo.

Twitter email archivio

Un utente ha mostrato la mail che si riceve da Twitter quando si richiede il download dei tweet.

Il sistema non apre direttamente una finestra di download dal browser: per questioni di sicurezza – e anche di semplicità – elabora una mail all’indirizzo dell’utente, con un URL twitter.com/settings/account/tweet_export_download?t= che rimanda a un archivio .zip con un testo in HTML che riproduce tutti i tweet e metadati in fogli di calcolo CSV e JSON – simile a un calendario – e un avvertimento:

Attenzione, questo indirizzo ti consente di scaricare dati sensibili: ti raccomandiamo di avere molta attenzione prima di condividerlo con altre persone.

Difficile fare previsioni, ma un social da due miliardi di tweet al giorno e più di mezzo miliardo di utenti avrà bisogno di qualche settimana per gestire questa novità.

Questo tool mantiene la promessa fatta dal CEO Dick Costolo, qualche mese fa ai giornali americani, rispondendo a una critica in merito al fatto che Facebook permette già da tempo questo genere di servizio.

Fonte: The Next Web • Via: Corriere della Sera • Notizie su: