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Viber festeggia i 140 milioni di utenti

Per celebrare questo traguardo è stata rilasciata la versione 2.3 per Android e iOS con un'interfaccia utente rinnovata e nuove funzionalità.

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Viber festeggia oggi il raggiungimento di un importante traguardo: dopo circa due anni dalla prima versione, l’applicazione mobile di messaggistica e chiamate VoIP multi piattaforma è ora utilizzato da oltre 140 milioni di utenti in tutto il mondo, con una media di 400.000 account aperti ogni giorno. Per l’occasione, l’azienda ha rilasciato una nuova versione per Android e iOS che rende più divertente lo scambio di messaggi e foto.

Viber è stata annunciata a dicembre 2010 ed era inizialmente compatibile solo con iOS. Nei mesi successivi l’applicazione è diventata multi piattaforma, aggiungendo il supporto per Android, Windows Phone, Symbian, BlackBerry e Bada. La diffusione dell’app è aumentata notevolmente nel corso del 2012: 50 milioni di utenti a febbraio, 70 milioni a maggio e 100 milioni a settembre. Se il trend rimarrà invariato, entro fine anno verranno superati i 150 milioni di utenti.

Secondo Juniper Research, nel 2017 ci saranno oltre 1 miliardo di utenti VoIP mobile e Viber sarà sicuramente uno dei protagonisti, anche se dovrà fronteggiare la concorrenza di Skype, WhatsApp, Tango, eBuddy e KIK, solo per citare i più noti. Per festeggiare il traguardo dei 140 milioni di utenti, Viber Media ha rilasciato la nuova release per iOS e Android, che potrebbe essere definita una “special fun version”. Viber 2.3 consente infatti di inviare messaggi contenenti emoticon, di condividere adesivi virtuali con i propri amici e comunicare la posizione attuale mediante una mappa.

Una delle nuove funzionalità permette di effettuare una conversazione di gruppo fino a 40 partecipanti. È stata inoltre aggiornata l’interfaccia utente, con un design ottimizzato per iPhone 5 e iOS 6. Gli utenti Android possono invece impostare i suoni dello smartphone per le chiamate e i messaggi. Viber 2.3 è disponibile gratuitamente su iTunes App Store e sul Google Play Store.

Fonte: The Next Web • Notizie su: