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Apple e iMac non amano l’umidità

Alcuni utenti lamentano aloni per gli schermi degli iMac prodotti tra il 2009 e l'inizio del 2012, per Apple la colpa sarebbe dell'umidità dell'aria.

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Una vicenda singolare con protagonisti Apple e iMac viene oggi riportata a galla da The Consumerist, portale oltreoceano dedicato ai diritti dei clienti. E in voga ritorna anche il tema dell’umidità per i dispositivi targati Mela, dopo le numerose polemiche degli scorsi anni sugli appositi sensori inseriti in iDevice come iPhone, iPad e iPod Touch.

A quanto pare, diversi utenti si sono ritrovati lo schermo del loro iMac rovinato da alcuni aloni grigi, una sorta di accumulo di goccioline d’acqua e polvere sul lato interno del vetro di protezione, esattamente tra il vetro stesso e il pannello LCD. Il problema affliggerebbe gli iMac prodotti tra il 2009 e l’inizio del 2012, mente l’ultima tornata di iMac ipersottili sarebbe completamente esente dalla questione. La motivazione ipotizzabile è fin troppo semplice: con le tecniche di saldatura e miniaturizzazione prese in prestito dall’industria aerospaziale, Apple ha eliminato quel gap tra vetro e LCD, impedendo quindi che corpi estranei vi possano rimanere intrappolati.

Secondo quanto riportato da alcune testimonianze sul Web, alcune anche descritte nel forum ufficiale di supporto Apple, Cupertino si sarebbe inizialmente rifiutata di fornire una riparazione in garanzia. Sembra che il difetto sia facilmente risolvibile con una pulizia della superficie interna del vetro, ma l’assistenza targata Mela avrebbe rimbalzato i clienti per la temutissima ragione dell’umidità. Così spiega un utente, vittima per ben due volte di questo sfortunato inconveniente:

«Mi è stato detto che Apple avrebbe sostituto lo schermo solo un’ultima volta in garanzia, perché sarei responsabile del malfunzionamento. Quando ho insistito per un chiarimento, mi è stato detto che Apple è a conoscenza del problema e che si crede possa essere causato dall’umidità nell’aria. Sostengono che l’Ohio sia troppo umido per il display di iMac e che per questo loro non sono responsabili. Siccome non sapevano mi fossi trasferito, ho spiegato di vivere ora a Chicago e di essermi imbattuto nello stesso problema. E mi è stato detto che anche l’Illinois è troppo umido per gli iMac. Qui l’ironia: abito a meno di 350 metri dall’Apple Store di Chicago. Quindi Apple sta letteralmente sostenendo che qui il clima sia troppo umido per gli iMac, a nemmeno un intero isolato di distanza dal luogo da dove per tutto l’anno li vende ai clienti.»

Sempre sul forum del supporto Apple sono disponibili altre testimonianze e, come lecito attendersi in questi casi, anche dei rimedi casalinghi da utilizzatori scoraggiati dall’eventuale diniego della Mela. Nel sottolineare come il beneficio del dubbio sia d’uopo in questi casi – non si è avuto modo di sentire la versione dell’azienda – delle questioni emergono comunque con una certa prepotenza. Quando si tratta di device portatili come un iPhone, un iPad o un MacBook Pro – su cui Apple è prontamente intervenuta modificandone i sensori di rilevamento, inizialmente troppo reattivi e forse forieri di falsi positivi – l’imperizia dell’utente non è poi fatto così improbabile: il device può cadere, può essere accidentalmente esposto agli agenti atmosferici, dell’acqua può essere inavvertitamente rovesciata sulla sua superficie. Quando si tratta di un desktop, tuttavia, queste evenienze sono decisamente remote e, per logica, dovrebbero semmai riguardare solamente tastiera e mouse. Ci si chiede quindi per quale motivo vi sia una sensibilità così elevata all’umidità, anche perché – come lo stesso The Consumerist sottolinea – Chicago non è di certo ai tropici. Si sottolinea, infine, come non sembrano esserci simili lamentele provenienti dall’Italia, nonostante l’umidità non esenti di certo Stivale.