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Incubatori Startup: al via la ricognizione

Il Ministero avvia l'indagine per la definizione dei requisiti che serviranno per la certificazione. Sul sito i questionari da compilare.

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Approvata finalmente l’Agenda Digitale, all’interno della Legge n.221 del 17/12, per chi crede nell’innovazione è venuto il momento di farsi riconoscere. Letteralmente. Il sito del Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il questionario per avviare la ricognizione necessaria a formalizzare i requisiti per avvalersi del regime giuridico di vantaggio per le imprese innovative, secondo il progetto Restart Italia approntato dalla task force di Corrado Passera quest’estate.

Perché l’Italia diventi, secondo gli auspici di chi ha lavorato a questo progetto, un paese più ospitale per le startup, bisogna che tutti coloro che sono interessati da questa legge rispondano all’appello. L’Agenda Digitale, infatti, prevede in due commi del primo articolo, il 25 (gli articoli sulle startup vanno dal 25 al 31), che le società di capitali e tutti i soggetti giuridici che svolgono attività di incubazione di startup innovative si presentino con le loro caratteristiche.

L’argomento è molto importante. Le startup hanno bisogno di chiarezza, di ambienti certificati che davvero possano aiutarle, e lo Stato si pone come garante della qualità di questo servizio improntando una sorta di “albo” degli incubatori. La legge cerca di non lasciare fuori le realtà di sostegno all’impresa, anche le più piccole, considerando anche le società il cui obiettivo statutario non si esaurisce con l’incubazione aziendale, ma al contempo questa ricognizione servirà a individuare i criteri migliori coi quali, con apposito decreto, il prossimo governo stabilirà le certificazioni. Le risposte, dunque, servono a capire lo stato delle cose e vengono prima della procedura stabilita per le certificazioni.

Nel dibattito a Italia Startup, il consulente di Passera, Alessandro Fusacchia, aveva già anticipato che i tempi ristretti non permettevano di lavorare con grande precisione, quindi il ministero invita gli incubatori a compilare il questionario e a spedirlo a startup@mise.gov.it anche se incompleto. Pochi giorni fa, lo stesso Fusacchia ha ribadito l’importanza di arrivare ai criteri per l’attuazione dell’Agenda, sia quelli degli incubatori che quelli delle startup necessiteranno di un grosso lavoro di coordinamento con le Camere di Commercio e gli enti locali:


Tra gli indicatori previsti nel questionario (qui) ci sono elementi tecnici come superficie della struttura, postazioni, organigramma, ed elementi di performance, i track record dell’incubatore come numero di startup incubate, capitale di rischio, brevetti realizzati.
Il termine per far pervenire il questionario è il 15 gennaio 2013.