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IE10, la parola ai benchmark

Per Internet Explorer 10 parlano i benchmark: un forte balzo in termini di performance ed un nuovo livello concorrenziale rispetto alle release precedenti.

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Nel momento in cui un nuovo browser giunge sul mercato, a definire le sue qualità sono l’esperienza d’uso, la sicurezza, le novità e le performance. Mentre nei primi casi sono spesso analisi soggettive a contribuire alla definizione del giudizio, nel caso delle performance è possibile deviare l’analisi su di un piano oggettivo. A parlare non sono le sensazioni, ma i numeri. Ed i numeri sono quelli scaturiti dai benchmark, veri e propri test a cui i browser sono sottoposti per misurare tempi e capacità di reazione di fronte a specifiche sollecitazioni.

Ogni benchmark identifica un parametro e misura il browser alla luce del parametro medesimo. Trattasi di test dalle caratteristiche condivise, utili a chiarire quale sia il tipo di analisi compiuta. Sebbene nessun benchmark possa essere utilizzato come paradigma assoluto di misurazione, la complessità dei benchmark è invece utile per restituire un quadro della situazione. La cosa può essere utile in modo particolare su di un browser quale Internet Explorer 10, ove lo scetticismo (ereditato dalle versioni antecedenti del browser) può essere scalfito se messo faccia a faccia con la forza dei numeri e di test pensati specificatamente per dare un valore alle performance.

I numeri, infatti, consentono i confronti. Ed IE10 è il browser che ne esce meglio, frutto di un forte lavoro di sviluppo rispetto alla versione antecedente ed ora pronto a mettersi alla prova con i vari test disponibili per dimostrare la bontà del lavoro compiuto. Risultati che non sono soltanto dei semplici voti in pagella: alte risultanze nei benchmark significano miglior capacità nel gestire le animazioni, nel fruire di strumenti online, nell’esecuzione di giochi ed applicazioni. Alte performance significano alta qualità nell’esperienza d’uso. I benchmark, nella loro complessità, non sono quindi soltanto vuoti specchietti per le allodole, ma serie lenti di approfondimento con le quali leggere tra le righe l’evoluzione del comparto.

Un esempio curioso è quello di Robohornet, un benchmark nato da basi tecniche importanti e pensato per mettere il browser alla prova con una situazione complessa composta da JavaScript, rendering HTML, animazioni CSS ed altro ancora. La risposta di IE10 ai test Robohornet, infatti, sono ottimi e tali da primeggiare rispetto alla concorrenza, ma nonostante ciò Microsoft ha rinnegato la validità dei risultati ed ha proposto una versione “Pro” del tool per migliorarne ulteriormente validità ed efficacia.

Sunspider, Google V8 e Mozilla Kraken restituiscono risultati meno chiari, ma testimoniano in ogni caso il rapido avvicinamento tra IE10 (all’esordio insieme a Windows 8) ed una concorrenza che sulle performance ha tentato di scavare un gap fatto pesare però soltanto su IE9 e le versioni antecedenti. Con IE10 la differenza è infatti colma. Un risultato più eclatante è quello invece testimoniato dagli esperimenti di Weboagetest.org, servizio il cui codice è depositato su Google Code e che si occupa di monitorare la velocità e la natura del caricamento delle pagine Web: IE10 risulta essere in assoluto il browser più veloce, regalando così a Windows 8 uno spunto di interesse ulteriore che test indipendenti vanno a connotare e confermare.

Se devono parlare i numeri, insomma, la sentenza è lontana dal chiacchiericcio che circonda spesso il browser di Redmond: il peso del ricordo di IE6 ed il lento progredire successivo avevano generato un crescente disamore, ma oggi ripartendo dai benchmark e lavorando sull’interfaccia il browser si sta riproponendo come valida alternativa. Ripartendo, soprattutto, da Windows 8, attorno al quale Microsoft ha costruito la propria nuova immagine, le proprie interfacce ed un nuovo rapporto con l’utente.

Ma i benchmark, oltre a fornire numeri, forniscono anche immagini. E consentono di vedere all’opera, con la medesima parzialità di analisi, i vari browser in varie condizioni d’uso. La prova può essere effettuata tramite i tool messi a disposizione online dalla stessa Microsoft e fruibili con qualsiasi browser. Tra i vari si segnalano FishBowl, Beta Fish IE, Bubble e What time is it: numeri a parte, in questi casi sarà direttamente l’occhio del tester a poter esprimere un giudizio autonomo.

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