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Eric Schmidt, Corea del Nord e libertà della Rete

Prosegue il viaggio di Eric Schmidt in Corea del Nord: ieri il chairman Google ha assistito a come gli studenti accedono al Web per cercare informazioni.

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Prosegue il viaggio di Eric Schmidt nella Corea del Nord. La trasferta, che ha una durata prevista di quattro giorni, vede il chairman Google accompagnato dalla figlia Sophie, Bill Richardson (ex governatore del Nuovo Messico), Jared Cohen (a capo del progetto Google Ideas) e Kun “Tony” Namkung (americano di origini coreane). Nella giornata di ieri l’ex CEO di bigG ha avuto modo di visitare la Kim Il Sung University, nella capitale del paese, dove accompagnato dal bibliotecario Kim Su Hyang ha potuto dare uno sguardo a come gli studenti accedono a Internet.

Nel laboratorio, composto da alcune decine di postazioni con computer desktop HP (una targhetta rossa sul monitor ricorda che sono stati donati dall’ex leader Kim Jong-il), un giovane ha mostrato a Schmidt e agli altri presenti come giungere al sito della Cornell University passando da una ricerca su Google, per poi aprire la pagina di Wikipedia relativa alla città di New York. Curiosamente, la location della visita è la stessa immortalata nell’ottobre 2011 durante la visita del vice primo ministro cinese Li Keqiang.

Il responsabile della struttura ha spiegato che l’università ha messo a disposizione degli studenti l’accesso al Web a partire dall’aprile 2010, con il laboratorio aperto dalle otto del mattino e fino a mezzanotte, anche nei giorni in cui non sono previste lezioni. Per l’utilizzo di una postazione è necessario compilare un modulo in cui va specificato cosa si intende cercare online, in modo da ottenere poi l’autorizzazione. Al momento è consentita la sola consultazione di materiale didattico.

Nel resto del paese la situazione è però ben diversa: alcune stime parlano di sole 4.000 persone in grado di accedere liberamente a Internet, su una popolazione totale di circa 25 milioni di abitanti. Per gli altri è disponibile una sorta di Intranet i cui contenuti sono vagliati e approvati dal governo, senza possibilità di accedere a testate giornalistiche o altre fonti d’informazione internazionali. La strada da percorrere per poter parlare di una Rete libera in Corea del Nord è dunque ancora piuttosto lunga.

Nessun dettaglio sulle altre ragioni della trasferta, come il tentativo da parte di Richardson di trattare la liberazione di una guida turistica americana detenuta dal novembre scorso dalle autorità locali, con l’accusa di aver commesso atti ostili nei confronti del paese. Il viaggio, a cui si è opposto con fermezza il Dipartimento di Stato americano, si concluderà dunque tra la giornata di giovedì e venerdì.

Fonte: Associated Press • Via: Yahoo! News • Notizie su: