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Le tecnologie del CES 2013 utili alla Mela

Un excursus sulle tecnologie presentate al CES 2013 che potrebbero rivelarsi utili al mondo Apple, dai nuovi processori Intel alla biometria.

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Il CES 2013 ha aperto ieri i battenti e sono già molti i prodotti lanciati dalle più svariate aziende. L’attenzione sembra essere particolarmente focalizzata sulle Smart TV, successo annunciato per questo 2013, ma anche sui più particolari accessori per la telefonia mobile. Apple storicamente non partecipa a questa kermesse, ma quali sono le tecnologie del CES 2013 che possono rivelarsi utili al futuro targato Mela? Di seguito, alcune proposte.

Wireless superveloce

Il CES 2013 è all’insegna della connettività ultra-rapida. Vi è un grande interesse fra i produttori non solo nel rendere le comunicazioni 3G e 4G ancora più affidabili, ma anche nel portare l’altissima velocità all’interno dei confini dell’ambiente domestico. Sempre più aziende stanno manifestando il loro interesse per lo standard Wi-Fi 802.11ac, in grado di consentire trasferimenti superiori a 1 Gbps, e anche Apple pare abbia già stretto accordi con Broadcom per portare questa tecnologia sui futuri Mac.

Touch fulmineo

Gli smartphone attualmente presentati al CES 2012 – si pensi alle proposte di Sony o Huawei – dimostrano un focus tutto sul touchscreen reattivo e fluido per l’utente. Si tratta certamente di un settore su cui Apple ha interesse a investire, considerato i recenti problemi di scorrimento rilevati nel leggero iPhone 5. L’azienda parrebbe essere intenzionata a sostituire la tecnologia in-cell con i display “on-touch” prodotti da partner come Innoloux. A parità di sottigliezza con l’attuale soluzione, eliminano ogni problema d’interferenza e risultano molto più performanti al tatto.

Ricarica wireless

Dopo il traino dei Nokia Lumia, al CES 2013 spopolano le soluzioni di ricarica wireless, spesso a induzione. La presenza del Wireless Power Consortium è forte fra gli stand, con ben 34 membri partecipanti, e qualche interessante esperimento è stato mostrato da Toyota. Apple ha sempre dimostrato impegno sul versante della ricarica senza fili, anche registrando qualche brevetto, sebbene non sia ancora salita sul carro dei vincitori. Pare che la società non si accontenti di una ricarica a induzione tramite una piastra che non consenta di allontanare troppo un dispositivo, ma stia elaborando qualche misteriosa tecnologia che ne garantisca i servizi almeno a due metri di distanza, limiti della fisica permettendo.

Nuovi processori Intel

In occasione del CES 2013, Intel ha presentato la nuova famiglia dei chipset a bassissimo consumo – solo 7 watt – chiamata Haswell. Pensata proprio per gli ultrabook, questa nuova linea di processori potrebbe trovare la sua prima applicazione proprio con i laptop di Apple, così come avviene da qualche anno a questa parte e come successo nel 2012 con gli Ivy Bridge. Vi è però una grande incognita: indiscrezioni delle ultime settimane vorrebbero un passaggio progressivo di MacBook Air e MacBook Pro all’architettura ARM, preferita in quel di Cupertino per ragioni di opportunità economica e personalizzazione. A oggi, tuttavia, ARM non sembra un sistema ancora pronto per sbarcare sui laptop per evidenti limiti di calcolo, quindi il grande salto potrebbe essere rimandato a non prima del 2015.

Sicurezza biometrica

Il CES è sempre sinonimo di futuro. Per quest’anno non mancano le tecnologie biometriche per il riconoscimento dell’utente, dal lettore di impronte digitali fino allo scanner dell’iride, passando per molti altri ritrovati per la sicurezza dei propri dispositivi elettronici. Apple ha già da tempo manifestato interesse nella biometria, anche con numerosi brevetti tuttavia mai tradotti in un prodotto reale. Il 2013 potrebbe essere l’anno giusto? Non è facile dirlo: gli ingegneri di Cupertino sembrano scontrarsi con la realtà del pubblico, diffidente nei confronti di simili innovazioni. Negli Stati Uniti, ad esempio, NFC non è ancora largamente diffuso come modalità per i micropagamenti – e il nuovo iPhone 5 è uno dei pochi device a non esserne dotato – per un’immotivata paura per la moneta virtuale. E di certo gli stessi timori potrebbero riflettersi per ritrovati più invasivi – se così si possono definire – come quelli biometrici.