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Operatori tlc pensano ad un network europeo

Secondo il Financial Times, gli operatori telefonici potrebbero realizzare una grande rete europea per ridurre i costi e investire nella fibra ottica.

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I principali operatori telefonici europei potrebbero realizzare un rete unica pan-europea mediante la condivisione delle infrastrutture per le comunicazioni fissa e mobile. La notizia è stata pubblicata dal Financial Times che ha svelato i dettagli di un incontro avvenuto lo scorso 28 novembre tra Joaquin Almunia e quattro big del settore (Telecom Italia, Telefonica, France Telecom e Deutsche Telekom). Il portavoce del Commissario per la Concorrenza, Antoine Colomban, ha confermato tutto. Ci sarebbe quindi il beneplacito dell’Unione Europa, l’unico ostacolo è rappresentato dalla Autorità Antitrust dei singoli paesi.

Nel corso dell’incontro è emersa l’idea di realizzare una “newco”, una nuova azienda di telecomunicazioni in cui far confluire gli asset dei singoli operatori nazionali, inclusi i debiti. La fusione delle infrastrutture di rete permetterebbe di ridurre la frammentazione dei diversi mercati, avere un accesso più facile ai fondi pubblici e privati, e i maggiori ricavi ottenuti potrebbero essere impiegati per lo sviluppo delle connessioni fisse in fibra ottica e mobile di prossima generazione.

La creazione di una rete pan-europea porterebbe benefici immediati per i consumatori. Mettendo per il momento da parte i problemi tecnici della fusione, l’aumento dell’efficienza dovrebbe comportare una riduzione dei prezzi dei servizi che gli utenti utilizzeranno in tutta Europa (si potrebbero anche stabilire tariffe uniche). A lungo termine, però, quando sul mercato ci saranno solo tre-quattro grandi operatori tlc (come negli Stati Uniti e in Cina), c’è il rischio di una limitazione della concorrenza e dunque un rialzo dei prezzi per incrementare i profitti.

Joaquin Almunia avrà il compito di vigilare sull’operato delle aziende per impedire la creazione di cartelli. Il Commissario è comunque favorevole al network sharing. Le uniche obiezioni non arriverebbero dall’Europa, ma dai regolatori nazionali dei 27 paesi membri. In seguito alla diffusione della notizia, il titolo di Telecom Italia ha guadagnato oltre il 6%. Anche ASATI, l’associazione dei piccoli azionisti Telecom appoggia l’ipotesi di una eventuale rete europea tra i vari operatori telefonici.