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Apple, imbarazzo per uno scatto Retina

Apple ha sfruttato gli scatti della fotografa Sabine Liewald per la promozione dei MacBook Pro, senza però averne acquisito i diritti: raggiunto l'accordo.

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Chi di causa ferisce, di causa perisce. Sembrerebbe essere questo il motto più che azzeccato per definire una curiosa situazione legale che ha di recente coinvolto Apple, solitamente pronta a brandire l’arma delle corti per rivendicare la proprietà intellettuale di suoi prodotti e di altrettante innovazioni. Questa volta, però, ai legali di Cupertino tocca la parte della difesa.

Il tutto nasce dall’utilizzo di un’immagine ad alta risoluzione per la presentazione e la promozione dei nuovi MacBook Pro dotati di Retina Display. Al keynote di lancio, così come anche per la pubblicizzazione online e sulla stampa, Apple ha scelto di utilizzare uno splendido ritratto di un occhio femminile per dimostrare quanto fedele e brillante fosse il nuovo schermo ad alta densità di pixel. Peccato, però, che l’azienda non avesse acquisito i diritti di sfruttamento della fotografia.

Lo scatto è stato realizzato dalla fotografa svizzera Sabine Liewald, la quale ha intentato causa contro l’azienda di 1 Infinite Loop. Secondo quanto riportato dalla stampa, Apple avrebbe infatti acquisito solamente il diritto di utilizzare l’immagine per scopi di test e mockup interni, ma non per la diffusione al pubblico. A quanto pare, però, non vi sarà una vera e propria guerra davanti ai giudici, perché le due parti avrebbero raggiunto un accordo lo scorso 2 gennaio.

I termini di tale accordo extragiudiziale non sono stati resi noti, ma si può ipotizzare si tratti di una compensazione economica nei confronti della fotografa affinché la Mela possa continuare a utilizzare l’immagine per la promozione di MacBook Pro. Stupisce, però, che un’azienda così attenta a ogni minimo cavillo di legge cada sulla più diffusa delle violazioni della proprietà intellettuale.

Apple è da sempre molto attenta alla protezione di prodotti e opere dell’ingegno a suo nome, tanto che nessun’altra azienda ha mai presentato così tante domande di brevetto come ha fatto la Mela. E altrettante sono le cause legali intentate, in particolare contro i produttori del mondo Android, per violazioni anche banali dei più elementari diritti acquisiti dalle parti di Cupertino. Lascia quantomeno incuriositi, allora, che la compagnia possa essersi così facilmente confusa tra la concessioni a uso esterno e la rappresentazione in pubblico, data proprio l’esperienza di lungo corso nello scandagliare anche i minimi cavilli legali. Come si diceva in apertura, insomma, chi di causa ferisce di causa perisce.