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Ray Kurzweil parla di Google e IA del futuro

Migliorare il processo di comunicazione tra uomo e macchina è tra gli obiettivi principali di Ray Kurzweil, da dicembre al lavoro nei laboratori Google.

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Sono passate solo poche settimane da quando Ray Kurzweil è entrato a far parte del team di Google con il ruolo di Director of Engineering, eppure le sue idee su come contribuire al miglioramento di prodotti e servizi offerti da bigG sono già ben chiare. In un’intervista rilasciata alla redazione di Singularity Hub (visibile in streaming di seguito), dichiara di aver ufficialmente dato il via al suo impegno nei laboratori di Mountain View, tracciando alcune linee guida in merito alle innovazioni che il suo contributo saprà apportare.

Va innanzitutto specificato, per chi non ne fosse a conoscenza, che si tratta di uno dei pionieri nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Classe 1948, Kurzweil ha scritto diversi saggi e libri su come i software potranno arrivare in futuro a interpretare il linguaggio umano. Il titolo dell’ultima pubblicazione “How to create a mind: the secret of human thought revealed” (“Come creare una mente: svelato il segreto del pensiero umano”), risalente al novembre 2012, è significativo per capire la sua dedizione a tematiche come la comunicazione uomo-macchina. Un ambito verso cui il gruppo californiano ha già dimostrato un notevole interesse, come dimostra il recente lancio dell’assistente Google Now sui dispositivi Android, oppure il supporto alle ricerche vocali per trovare contenuti in Rete. Non si tratta però che della punta dell’iceberg: in futuro si assisterà al debutto di tecnologie sempre più avanzate, in grado di fornire informazioni ancor prima che gli utenti possano averle chieste.

Immagino che tra qualche anno la maggior parte delle domande riceverà una risposta senza richiedere alcuna interazione: la tecnologia sarà in grado di capire cosa gli utenti vogliono sapere o vedere. Il nostro obiettivo è quello di concentrarci su come rendere comprensibile il linguaggio umano.

Un progetto certamente ambizioso, ma che al contrario di quanto avveniva nei decenni passati (si pensi ad esempio all’avveniristico computer di bordo HAL 9000 visto nella pellicola “2001: odissea nello spazio”) sembra oggi alla portata degli sviluppatori. Il curriculum di Kurzweil è dalla sua, così come una concezione del futuro piuttosto visionaria: sue ad esempio le teorie su come rallentare del processo d’invecchiamento e sul possibile impiego delle nanotecnologie in ambito medico.

Fonte: Singularity Hub • Notizie su: ,