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Indoona 2.2, ora anche su Android

Tiscali porta anche su Android la propria applicazione Indoona 2.2, con cui lo streaming video live si aggiunge a VoIP, messagging e social networking.

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Indoona è una delle maggiori novità che il mondo del social networking è stato in grado di proporre. Non solo: circoscrivere Indoona al “social networking” è di per sé limitante, poiché in realtà l’applicazione porta avanti un discorso di integrazione tale per cui attorno ad un solo nome si raccolgono VoIP, messaggeria, commenti, “mi piace”, condivisione e molto altro ancora. Dopo l’esordio su App Store a fine 2012, ora per Indoona è venuto il momento di Android sul cui marketplace ha fatto comparsa la versione 2.2 dell’app.

Indoona è un prodotto tutto italiano, firmato Tiscali: il nuovo corso di Renato Soru è ripartito da dove il fondatore del gruppo aveva lasciato: l’azienda spinge sull’acceleratore per tornare a cercare nell’innovazione quella propulsione che rende l’azienda sarda un unicum sul panorama nazionale. Nella fattispecie la versione 2.2 ha una peculiarità assoluta rispetto alla concorrenza: la possibilità di trasmettere immagini video “live”, condividendole direttamente sul social network del gruppo e di rimbalzo su Twitter tramite specifica sincronizzazione degli account.

Indoona 2.2 è una applicazione gratuita sincronizzabile con i contati del proprio smartphone, con cui è possibile inviare messaggi gratuiti alla stregua di Whatsapp, condividere contenuti e pensieri con i propri amici alla stregua di Facebook ed effettuare chiamate gratuite alla stregua di Skype. A tutto ciò si aggiunge lo streaming video (tecnologia ereditata dall’offerta Streamago), fattore che ad oggi nessun altro progetto similare propone: si attiva la registrazione dall’apposita app IndoonaCam, si avvia l’opzione “Live” ed in automatico il flusso viene trasmesso in streaming e condiviso sul social network. Si tratta con ogni evidenza di un valore aggiunto di grande prestigio, qualcosa che potrebbe essere fortemente apprezzato dall’utenza dotata di smartphone grazie alla forza della condivisione live di una esperienza (possibile peraltro, oltre che in forma video, anche in formato solo-audio).

Attraverso l’invio di messaggi, non solo personali ma anche estesi alla cerchia dei propri amici o contatti in rubrica, e alla possibilità di condividere con loro le emozioni del momento con foto, video ed altro, Indoona 2.2 rappresenta la prima app che integra, da operatore di TLC, la comunicazione personale, la comunicazione sociale e la condivisione.

Indoona (termine ereditato da una assonanza sarda che sta per “tutto in uno”) sta raccogliendo un numero crescente di iscrizioni e Webnews è stato tra i primi ad ospitarne il pulsante di condivisione sulle proprie pagine:

Pulsante di condivisione su Indoona

Pulsante di condivisione su Indoona

L’iscrizione al social network avviene tramite il proprio numero di telefono (inutile cercare falsi follower, insomma: su Indoona è il telefono ad identificare l’utenza e non soltanto un vuoto riferimento email), dopodiché chiunque può condividere articoli di Webnews cliccando sul pulsante “condividi” in cima ad ogni articolo ed optare per Indoona per commentare e far conoscere uno specifico contenuto. Questo è Indoona: apre oggi, con un prodotto completamente made in Italy, ad una frontiera che altri grandi nomi non hanno ancora esplorato. Indoona è una avanguardia che porta il vessillo del tricolore italiano, tornando ad investire nell’innovazione nel paese ove questo tipo di atteggiamento è spesso e volentieri più un manifesto di intenti che non un reale impegno sul campo.

Per utilizzare Indoona è sufficiente scaricare l’app sul proprio terminale tramite marketplace dedicato (App Store, Google Play), iscriversi al servizio e quindi iniziare ad entrare nei meccanismi social del progetto. Il numero delle iscrizioni è aumentato fortemente nelle ultime settimane e la nuova release sta registrando successo a livello internazionale, dagli Stati Uniti al Medio Oriente, portando anche fuori dai confini nazionali un’idea su cui Tiscali sta scommettendo con forza.

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