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Nuovo MySpace, nuovi problemi di copyright

Problemi per il nuovo MySpace, legati allo streaming di brani senza l'autorizzazione di chi ne detiene il copyright: arriva la risposta di una portavoce.

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MySpace è tornato, di nuovo. L’ennesimo restyling della piattaforma, che questa volta può contare su un testimonial d’eccezione come il cantante e attore statunitense Justin Timberlake, sta però già incontrando alcuni ostacoli. Merlin Network, realtà impegnata per la tutela del diritto d’autore degli artisti legati a migliaia di etichette indipendenti, ha puntato il dito contro la piattaforma accusandola di ospitare e riprodurre in streaming numerosi brani senza averne l’autorizzazione.

Più in particolare, il CEO Charles Caldas sostiene che il contratto stipulato tra Merlin e MySpace è scaduto lo scorso anno, senza poi essere rinnovato. Ciò nonostante, il social network musicale continua a ospitare le canzoni di migliaia di artisti appartenenti a oltre 100 etichette di tutto il pianeta. Tra queste anche Beggars Group, Domino e Merge. Ecco quanto dichiarato alla redazione del New York Times.

Se da un lato è da apprezzare il fatto che Mr. Timberlake abbia lanciato una piattaforma rinnovata, dall’altro i suoi colleghi musicisti non stanno ricevendo il giusto compenso per la musica riprodotta senza la loro autorizzazione.

Neda Azarfar, una portavoce di MySpace, ha risposto all’accusa sottolineando che in occasione di un mancato rinnovo del contratto tutti i brani vengono immediatamente rimossi dai server. Se si trovano ancora online, prosegue Azarfar, è perché sono stati nuovamente caricati dagli utenti. Una richiesta da parte di chi detiene il copyright porterà alla loro ennesima cancellazione.

La storia di MySpace è quella che ha visto il progetto dapprima conquistare la grande Rete, imponendosi come una delle prime realtà “Web 2.0” della storia, per poi cedere il passo all’avvento di concorrenti come Facebook. Il gruppo News Corporation di Rupert Murdoch ha acquisito la società nel 2005, mettendo sul piatto un investimento pari a 580 milioni di dollari, per poi rivenderla sei anni più tardi a meno di un decimo, 35 milioni. Il restyling lanciato ufficialmente la scorsa settimana rappresenta il tentativo di imporsi nuovamente sul mercato, come punto d’incontro tra l’universo dei social network e quello della musica online.