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Intel promuove il computing percettivo

Intel vuole proporre un nuovo paradigma per l'interazione con i dispositivi elettronici: ecco giungere il "perceptive computing"

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Intel sta pensando alle interfacce uomo-macchina di domani, tenendo ben presente le tecnologie disponibili oggi. L’idea nella mente degli ingegneri del colosso statunitense è infatti fortemente legata alle soluzioni attualmente utilizzate per interagire con i dispositivi elettronici. L’obiettivo finale è quindi quello di migliorare quelle non ancora sufficientemente mature, integrandole con le altre per fornire un nuovo modo di interfacciarsi con PC, smartphone, tablet ed altri device. Nasce così il “perceptive computing“, concetto che proprio Intel spera possa trasformarsi in realtà.

Il progetto del chipmaker di Santa Clara non è infatti quello di proporre nuove tecnologie in grado di imprimere una svolta al settore, bensì quello di far coesistere diversi metodi di interazione nello stesso ambiente. Tanto la tastiera quanto la voce sarà quindi utilizzabile per l’inserimento di contenuti testuali, mentre utilizzare il mouse o le proprie mani, sia in termini di gesture che di interazione fisica con un display touch, sarà sostanzialmente equivalente.

L’idea di computing percettivo, insomma, si poggia sull’integrazione di periferiche hardware già testate a lungo e sensori capaci di catturare informazioni dal mondo esterno, quali ad esempio i movimenti del corpo oppure input sonori provenienti dalla voce dell’utente. I differenti metodi di interazione potranno essere utilizzati anche contemporaneamente, con la possibilità ad esempio di parlare al proprio PC e nello stesso tempo inserire del testo oppure cliccare su di un’interfaccia grafica.

A rendere maggiormente interessante il progetto, poi, è la sua natura slegata dai particolari dispositivi da utilizzare a tale scopo: Intel non vuole infatti immettere sul mercato nuovi prodotti, bensì lanciare un nuovo paradigma di interazione cui tanto i produttori quanto gli sviluppatori potranno aderire proponendo nuove soluzioni hardware e software. Per certi versi, insomma, il computing percettivo è paragonabile al cloud computing: un’idea generale declinata poi in diverse sfumature da altrettante aziende, con un panorama divenuto oramai sufficientemente ampio da consentire agli utenti una scelta tra svariate soluzioni.

Fonte: Technology Review • Notizie su: