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Google, ecco il nuovo Rapporto sulla Trasparenza

Il nuovo Transparency Report mostra il numero di richieste inoltrate a Google da parte di governi e tribunali, per l'accesso ai dati degli utenti.

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Google riceve continuamente richieste, da parte di tribunali e governi di tutto il mondo, per l’accesso ai dati riguardanti gli utenti. Questo può avvenire al fine di raccogliere informazioni legate a un crimine commesso, oppure come ausilio all’attività investigativa da parte degli inquirenti. Il loro numero è cresciuto di oltre il 70% a partire dal 2009 e, su scala globale, ha toccato quota 21.389 richieste per 33.634 utenti nel periodo compreso tra luglio e dicembre 2012. È quanto emerge nel nuovo Rapporto sulla Trasparenza (Transparency Report) diffuso oggi dal motore di ricerca.

Focalizzando l’attenzione sul nostro paese emerge che il numero di domande inoltrate (846) è rimasto pressoché invariato rispetto alla seconda metà del 2011 (844) e al primo semestre dello scorso anno (841), ma è diminuita sensibilmente la percentuale di quelle accolte da Google: 51% a fine 2011, 34% nel corso del 2012. Il gruppo di Mountain View prende infatti in considerazione ogni singola richiesta, valutandola attentamente prima di concedere l’accesso ai dati personali degli utenti.

Google, Rapporto sulla Trasparenza: i nuovi dati riguardanti l'Italia

Google, Rapporto sulla Trasparenza: i nuovi dati riguardanti l’Italia

Per quanto riguarda l’Italia non vengono fornite informazioni dettagliate sulla tipologia delle richieste inoltrate da enti governativi o istituti giudiziari, come invece avviene per gli Stati Uniti. In questo caso, prendendo in considerazione un totale pari a 8.438 richieste, il 22% è rappresentato da mandati di perquisizione, con ordinanza emessa da un giudice ai sensi dell’ECPA sulla base di una dimostrazione di probabile causa che impone la produzione di informazioni. Per il 68% si tratta invece di citazioni in giudizio (richiesta formale per la produzione di informazioni che potrebbe non coinvolgere un giudice), mentre il restante 10% è costituito da ingiunzioni del tribunale emesse da un giudice o altri procedimenti legali. Negli USA l’88% delle domande viene accolto da Google.

Va infine specificato che, per la prima volta, il Transparency Report non include i dati sulle richieste di rimozione di contenuti e link dal motore di ricerca, solitamente riguardanti siti indicizzati che offrono il download di materiale protetto da copyright senza autorizzazione. Queste informazioni saranno fornite da bigG separatamente, in un secondo momento.