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Steve Wozniak si lamenta di jOBS

Steve Wozniak appare infuriato per la visione del primo spezzone di jOBS, il film biografico con Ashton Kutcher e Josh Gad: ecco le accuse alla produzione.

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Steve Wozniak non è affatto contento di jOBS, la pellicola con Ashton Kutcher e Josh Gad sulla storia del co-fondatore di Apple. L’informatico non ha avuto modo di ammirare il film in anteprima, ma ha affidato a Gizmodo il suo giudizio a seguito della visione del primo spezzone promozionale. E ha bollato il tutto come “completamente sbagliato”.

Nello spezzone incriminato, si ammirano Ashton Kutcher (Steve Jobs) e Josh Gad (Steve Wozniak) intenti a discutere, dopo una riunione dell’Homebrew Computer Club, di quel che sarebbe diventato Apple I: un computer alla portata di tutti, un computer in grado di visualizzare informazioni a schermo utili per l’utente domestico. Il vero Wozniak, del tutto indispettito, ha però comunicato come quella interazione “non sia mai avvenuta” e, fatto non da poco, come il tipo di relazione dipinto sia tutto fuorché fedele alla realtà.

Difficile giudicare la bontà del film da poco più di un minuto di girato – la ricostruzione visiva appare comunque eccellente – ma Wozniak non sembra aver particolarmente gradito come il suo personaggio sia stato dipinto. Il co-fondatore di Apple, infatti, rivendica come propria la paternità del “computer per tutti” e bacchetta la produzione per non aver letto il suo libro iWoz, dove questo dettaglio è ben esplicitato:

«Completamente sbagliato. Le personalità e l’idea di come il computer avrebbe influito sulla società non vennero da Jobs. Queste idee mi hanno ispirato perché ampiamente trattate all’Homebrew Computer Club. Steve tornò dall’Oregon, partecipò a una delle nostre riunioni ma non iniziò mai a parlare di questo grande impatto sociale. La sua proposta era di costruire una scheda PC da 20 dollari e venderla a 40 per aiutare le persone del club a costruire quei computer che io avrei regalato. Steve ha sempre trovato un modo per far quattrini alla svelta dai miei lavori. [...] Non sono mai sembrato un professionista. Eravamo entrambi dei ragazzini. La nostra relazione era totalmente differente da quella ritratta nel film. Sono mortificato, ma se il film sarà divertente e piacevole, auguro il meglio. Chiunque voglia leggere il mio libro iWoz ne otterrà un’immagine più chiara.»

Effettivamente, dal video promozionale la tipologia di interazione descritta appare l’opposto di quanto Wozniak dichiara: Jobs risulta il solito ammaliatore visionario, in grado di convincere l’amico e collega della portata rivoluzionaria della loro collaborazione. Ma chi meglio di Wozniak, colui che ha realmente vissuto quell’esperienza, può tramandarne la verità? Va anche sottolineato, tuttavia, come il film non debba necessariamente essere fedele nella narrazione: il suo scopo è l’intrattenimento, non si tratta di certo di un documentario storico. Ma Wozniak non sembra riuscire a digerire il tutto, tanto che pochi minuti fa ha inoltrato una seconda comunicazione a Gizmodo con la richiesta di ulteriori precisazioni. Nonostante in un primo momento abbia ritirato parte delle accuse, sottolineando si tratti unicamente di un piccolo spezzone probabilmente poco rilevante ai fini della buona riuscita della pellicola, l’informatico passa nuovamente al contrattacco:

«Un ritratto più accurato avrebbe visto me all’Homebrew Computer Club (con Steve in un altro Stato, ignaro di tutto), ispirato dagli accademici umanisti e liberali di Berkekey e Stanford che spiegavano questi alti obiettivi sociali. Ho deciso allora di aiutarli a raggiungere i loro scopi realizzando un computer che fosse abbordabile. L’ho regalato ai membri del club per aiutarli. Non ho mai ricercato denaro o potere. Infatti, quando Steve mi raggiunse al club e si accorse dell’interesse, non propose di realizzare un computer. Piuttosto, suggerì di costruire una scheda PC per fare in modo che gli altri potessero costruire velocemente il mio computer. La scheda è solo un componente del PC, uno dei tanti che Steve vendeva da Haltek, un negozio di elettronica. Comunque, Apple I è stato il quinto tentativo di Steve di trasformare in denaro qualcosa che ho realizzato per divertimento, e Apple ][ è stato il sesto. Abbiamo sempre diviso i ricavi.»

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