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Vimeo introduce la classificazione dei filmati

"All Audiences", "Mature" o "Not Yet Rated" compariranno a partire da oggi nei filmati di Vimeo, per indicare l'eventuale presenza di contenuti offensivi.

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Piccola ma significativa novità per Vimeo. Il portale dedicato allo streaming dei filmati, uno dei principali concorrenti per il colosso YouTube, annuncia oggi l’introduzione del “content rating”, ovvero la classificazione dei video pubblicati dagli utenti. Una decisione presa per consentire ai navigatori di conoscere in anticipo se le clip contengono nudità, linguaggio offensivo o violenza, a tutela soprattutto dei più piccoli.

L’annuncio arriva dal blog ufficiale della piattaforma, con un post di Paul Simoneschi. Ogni filmato presente su Vimeo, a partire da oggi, mostra un piccolo badge sotto al titolo e a fianco delle icone relative al copyright: “All Audiences” significa che la visione è adatta a tutti, “Mature” indica la presenza di scene o parole che potrebbero urtare una parte del pubblico, mentre “Not Yet Rated” avvisa che il video non è ancora stato classificato. Spetta agli utenti stessi decidere quale etichetta apporre ai filmati caricati, attraverso il proprio pannello personale.

Vimeo introduce la classificazione dei filmati, con un piccolo badge che affianca ogni video in streaming

Vimeo introduce la classificazione dei filmati, con un piccolo badge che affianca ogni video in streaming

Questo tipo di classificazione rappresenta solo il primo passo di un percorso che porterà Vimeo a risultare più accessibile per tutte le tipologie di pubblico. L’obiettivo finale del progetto è creare un sistema che possa permettere a chi naviga di filtrare i contenuti potenzialmente offensivi, oppure impostare la sola visualizzazione di quelli contrassegnati con “All Audiences”.

Per il momento non sono messi a disposizione strumenti per filtrare i video “Mature”, ma l’intenzione espressa dallo staff di Vimeo è quello di sopperire presto a questa mancanza. Un passo nella giusta direzione, per una piattaforma che in passato si è trovata ad affrontare problemi in alcuni paesi proprio per la natura dei contenuti: in India, ad esempio, nel maggio 2012 il Dipartimento delle Telecomunicazioni ha imposto a buona parte degli ISP di bloccare l’accesso al portale.

Fonte: Vimeo • Notizie su: ,