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Google doodle per San Valentino e George Ferris

Un nuovo doodle interattivo ha fatto la sua comparsa sulla homepage di Google: il motore di ricerca celebra San Valentino e la ruota di George Ferris.

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Oggi è San Valentino, la festa degli innamorati. Come spesso accade in occasione delle ricorrenze, Google celebra la giornata con un logo speciale sulla homepage del proprio motore di ricerca: questa volta si tratta di un doodle interattivo. Basta un click sul pulsante a forma di cuore posizionato al centro per far comparire un fumetto che racconta la storia d’amore tra due animali appartenenti a specie diverse: un elefante e una scimmia, un coniglio e un delfino, un ippopotamo e un piccione e molti altri ancora.

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Premendo la lente d’ingrandimento in alto si accede invece a una pagina contenente informazioni e link sulla vita di George Ferris (14 febbraio 1859 – 22 novembre 1896), ingegnere americano noto per aver creato la prima ruota panoramica al mondo nel 1893, in occasione della Chicago World’s Columbian Exposition. L’attrazione è stata voluta dalla città dell’Illinois come monumento in grado di competere con la Tour Eiffel di Parigi inaugurata quattro anni prima. La sua realizzazione costò 400.000 dollari, con una struttura composta da 36 cabine in grado di accogliere fino a 60 persone ciascuna, per un totale di 2.160.

Google festeggia a modo suo San Valentino, la festa degli innamorati, con un doodle interattivo sul motore di ricerca

Google festeggia a modo suo San Valentino, la festa degli innamorati, con un doodle interattivo sul motore di ricerca

Tornando a San Valentino, oggi si ricorda il martire cristiano Valentino da Terni, vissuto tra il secondo e il terzo secolo. Venne consacrato vescovo di Terni all’età di soli 21 anni e fu decapitato per aver rifiutato di rinnegare la propria fede il 14 febbraio 273, su ordine dell’imperatore Claudio II il Gotico. Oggigiorno viene considerato come il patrono degli innamorati, per aver celebrato il matrimonio tra una giovane donna cristiana e un legionario pagano. In verità non esiste alcuna testimonianza certa di quanto accaduto, tanto che in molti attribuiscono il fatto a un altro sacerdote romano, anch’egli giustiziato nello stesso periodo.

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