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Scott Maxwell, dalla NASA a Google

Lo sviluppatore Scott Maxwell, dopo aver programmato i software dei rover Spirit, Opportunity e Opportunity, lascia il JPL della NASA per passare a Google.

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Scott Maxwell entra a far parte del team di Mountain View, più precisamente nella sede di Google a Los Angeles. Ai più il nome non suggerirà nulla, ma si tratta di uno dei programmatori fino a qualche giorno da in forza al Jet Propulsion Laboratory della NASA, che in passato ha contribuito allo sviluppo del software impiegato per la gestione dei rover Spirit, Opportunity e Opportunity, quest’ultimo attualmente impegnato su Marte per raccogliere e analizzare campioni dal suolo del pianeta rosso.

In un’intervista rilasciata a CNN, Maxwell racconta di come il suo nuovo lavoro non sarà poi tanto differente rispetto a quello svolto per l’agenzia spaziale americana, almeno non quanto si potrebbe immaginare. Negli uffici di bigG il suo compito sarà quello di dare vita a software sicuro e affidabile da mettere a disposizione degli utenti, proprio come fatto in passato per il JPL. Per quanto riguarda la scelta di cambiare, lo sviluppatore si è limitato a commentare dicendo che “il suo percorso professionale e quello del laboratorio NASA hanno imboccato strade diverse”.

Scott Maxwell in una foto tratta dal profilo Google+

Scott Maxwell in una foto tratta dal profilo Google+

In Rete qualche voce parla di un’assunzione voluta da Google per dar vita a un progetto top secret, ma al momento l’ipotesi non trova alcun fondamento ufficiale. Le fila di Mountain View contano oggi più di un nome proveniente da ambiti diversi rispetto a quello in cui opera il motore di ricerca, esperti di diverse discipline che hanno scelto di offrire le proprie conoscenze al colosso californiano. È ad esempio il caso di Ray Kurzweil, uno dei più esperti e stimati conoscitori al mondo delle tecnologie relative all’intelligenza artificiale, il cui passaggio al gruppo di Mountain View è stato confermato a fine 2012: i suoi studi sull’interpretazione del linguaggio e sull’interazione uomo-macchina contribuiranno a migliorare in futuro i servizi offerti.

Fonte: The Times of India • Notizie su: